Omicidio di Luca Sacchi, il padre: "Anastasiya mi fa schifo, gli ha scavato la fossa"

luca sacchi telefonata 118

Sono parole durissime quelle pronunciate oggi in un'intervista al Corriere della Sera da Alfonso Sacchi, padre del giovane Luca ucciso nella notte tra il 23 e il 24 ottobre 2019 a Roma. All'indomani della richiesta di giudizio immediato per sei persone, dagli esecutori materiali alla fidanzata di Luca, Anastasiya Kylemnyk, Alfonso Sacchi vede le cose in modo diverso.

Ora che la posizione di Anastasiya Kylemnyk sembra più chiara - sarà la magistratura ad esprimersi sulla vicenda - Sacchi non è più soltanto deluso dalla giovane che durante la relazione con Luca era diventata come una figlia:

Mi fa schifo. Se prima era una figlia, e poi non abbiamo capito il perché dei suoi comportamenti, adesso, dopo aver letto come trattava Luca, mi rendo conto che non ha nemmeno un briciolo di dignità. Oltre al fatto che gli ha scavato la fossa.

Alfonso Sacchi si riferisce ai messaggi che Luca e Anastasiya si scambiavano, parzialmente resi noti nelle ultime ore. In quegli SMS hanno trovato spazio moltissimi dei litigi della giovane coppia, veri e propri insulti che la ragazza avrebbe rivolto a Luca - "sei un coglione, "sei un mammone" o, ancora "che cazzo vuoi dire che io ti tratto come fai te? Che ti perculo davanti agli altri. O che per caso ti mando a casa col rischio che succede qualcosa e io me ne vado perché ho sonno o perché mamma si preoccupa. Penso sempre in primis a te, in cambio ho un coglione che mi dice che la mia vita fa schifo e mi sfogo con lui. Sappi che la mia vita ha cominciato a fare schifo da quando ci sei tu" - e le manifestazioni di timore di Luca: "Non mi sono fidato troppo perché eri un po' fatta e avevo paura di qualsiasi cosa" o "Dopo la sbroccata di prima ho paura, ma comunque sì, voglio stare con te".

Quei messaggi hanno mostrato alla famiglia Sacchi un lato di Anastasiya Kylemnyk che non conoscevano. E questo, sempre secondo quanto dichiarato dal padre di Luca, ha permesso loro di ricollegare alcuni comportamenti notati in passato:

Dall’estate scorsa era cambiato tutto. Lei era assente, distratta. Aveva un nuovo eroe, un idolo, non so se fosse Princi o qualcun’altro. Lui sì che era davvero fico, così anarchico, con il Vaticano che brucia tatuato su una coscia. Bello, eh? Si è fatta trasportare, non era la giovane a posto che credevamo. Ora scopriamo che era invidiosa della vita normale di Luca, della sua famiglia, e che allo stesso tempo le andava stretta. Chissà che le ha detto la testa, chissà se è la sua vera indole o ha una doppia personalità. Ora però è il momento di difendere Luca, morto per proteggerla.

Alfonso Sacchi ha auspicato una condanna esemplare per Anastasiya Kylemnyk e l'ergastolo per gli esecutori materiali e per chi ha fornito loro la pistola usata per uccidere Luca.

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