Coronavirus: più di 1.000 morti in Cina, oltre 100 in un giorno. Oms: "Minaccia globale"

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Il bilancio dei morti causati dal nuovo coronavirus è sempre in aumento: sono 1.016 le vittime della polmonite virale in Cina secondo le informazioni diffuse dalle autorità di Pechino, le stesse che secondo alcuni media occidentali hanno inviato 300 giornalisti a Wuhan, la città epicentro dell’epidemia, con la missione di diffondere solo notizie ottimistiche.

Cosa molto difficile, visti gli oltre 100 morti di ieri, dai 97 del giorno prima, con la provincia focolaio di Hubei che ha registrato 103 delle ultime 108 vittime. Salgono invece a 37.626 in tutto i casi di contagio nel paese asiatico.

Il governo centrale, tramite il comitato permanente del Partito comunista di Hubei, nelle ultime ore ha rimosso due alti funzionari della sanità della provincia accusati di aver sottovalutato se non proprio nascosto l'epidemia nei primi giorni.

Si cerca così di placare le polemiche montate contro le autorità soprattutto dopo la morte di Li Wenliang, il medico 34enne deceduto a Wuhan la settimana scorsa dopo essere stato arrestato perché aveva diffuso "voci" definite "allarmistiche e non controllate" sui rischi del coronavirus. Li è diventato in patria un martire, simbolo della lotta per la libertà di espressione e di informazione.

Al via il forum mondiale di Ginevra sul coronavirus

Intanto stamattina a Ginevra, in Svizzera, è iniziato il forum internazionale di ricerca e innovazione sul nuovo coronavirus 2019-nCoV, per dare una risposta globale concreta all’epidemia.

Il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, aprendo il forum ha detto: "Con il 99% dei casi di coronavirus Cina, questa è ancora una emergenza per quel Paese ma rappresenta una grave minaccia per il resto del mondo. È difficile credere che solo due mesi fa il coronavirus ci fosse completamente sconosciuto e oggi è arrivato a catturare l'attenzione dei media, dei mercati finanziari e dei leader politici".

Secondo il dg dell’Organizzazione mondiale della sanità per combattere l'epidemia di coronavirus "abbiamo bisogno di una condivisione aperta ed equa". Ai tavoli di lavoro sono seduti 400 tra i maggiori virologi ed esperti mondiali che potranno contare sulla condivisione a livello internazionale del genoma del virus, come sottolineato da Ghebreyesus.

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