Omicidio Cerciello, i carabinieri hanno interrogato l'americano Hjorth bendato

Non esiste solo una foto dell'americano Gabriel Natale Hjorth bendato e ammanettato nella caserma dei carabinieri di via in Selci a Roma, bensì anche un video. Era il 26 luglio scorso quando il giovane americano e il suo connazionale e amico Finnegan Lee Elder vennero arrestati dai carabinieri perché sospettati dell'omicidio del collega Mario Cerciello Rega, avvenuto la notte prima in via Pietro Cossa.

Il 18 dicembre scorso si sono chiuse le indagini nei confronti di Fabio Manganaro, il carabiniere accusato di aver bendato Natale Hjorth, per aver adottato "una misura di rigore non consentita dalla legge".

A scattare la foto incriminata, invece, fu il collega Silvio Pellegrini, oggi accusato di abuso d'ufficio e pubblicazione di immagine di persona privata della libertà per aver condiviso quella foto su "almeno due chat Whatsapp, delle quali una dal titolo 'Reduci ex Secondigliano' con 18 partecipanti, dalla quale veniva poi ulteriormente diffusa da terzi ad altri soggetti e chat".

Non è noto per il momento l'autore di questo video, che però chiarisce ulteriormente le circostanze nelle quali il sospettato è stato bendato e ammanettato. Fabio Manganaro spiegò ai suoi superiori di aver bendato il sospettato perché "sui monitor che c’erano nella stanza scorrevano delle immagini e dei dati importanti per altre inchieste che l’indagato non doveva vedere", mentre le manette con le mani dietro la schiena erano state messe perché i carabinieri temevano che "potesse darsi alla fuga".

Motivazioni piuttosto deboli, visto che sarebbe bastato spegnere gli schermi o comunque interrogare il sospettato in un luogo più adeguato alla circostanza. Così come è debole la giustificazione per averlo ammanettato con le mani dietro la schiena per impedirgli la fuga da una caserma piena di militari.

Il video però svela un altro particolare inquietante: la foto non ha immortalato un momento di attesa prima che venissero create le condizioni adatte ad interrogare il sospettato. L'interrogatorio era già in corso ed è assolutamente inaccettabile bendare e ammanettare qualcuno mentre gli si fanno delle domande. Il tutto senza dimenticare che Natale Hjorth avrebbe avuto diritto a farsi assistere da un avvocato visto che era già a tutti gli effetti sospettato dell'omicidio.

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