Coronavirus, la virologa Gismondo: "Non siamo in guerra"

La direttrice del laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia, Diagnostica bioemergenze dell'Ospedale Sacco di Milano è tornata a parlare dalle colonne di Repubblica, ribadendo il suo punto di vista sul coronavirus. La Dottoressa Maria Rita Gismondo nei giorni scorsi si è scontrata con il collega Burioni, che ha bollato come "una stupidaggine" il suo paragone tra questa forma di polmonite e la normale influenza stagionale.

Di sicuro la Gismondo aveva riportato in modo errato su FB alcune statistiche sul tasso di mortalità dell'influenza stagionale, ma al di là di questo aspetto resta convinta che sul coronavirus si stia esagerando. La Gismondo, infatti, ha apprezzato le parole del Governatore Fontana di ieri, quando ha definito "poco più di una normale influenza" il coronavirus e ha preferito non replicare ulteriormente a Burioni dicendo di volerlo "lasciare alla sua gloria".

La Dottoressa, poi, ha ribadito che dal suo punto di vista questa epidemia è stata ingigantita dai giornali: "Bisogna aspettare. No allarmismo, molta attenzione e molto lavoro da parte nostra. Spiegare le cose alla gente, informare, dicendo onestamente che le cose possono cambiare in bene o in peggio. Ma dire le cose vere con molta obiettività. C'è un bombardamento di notizie che fomentano la paura, c'è stato un lavaggio del cervello collettivo. Sembra che siamo in guerra. Ma non siamo in guerra".

L'allarmismo diffuso l'ha inevitabilmente costretta a fare gli straordinari in questi giorni per far fronte alla grandissima mole di lavoro: "In queste settimane sono andata a casa a dormire, due-tre ore a notte. La mia famiglia sono due figlie e una nipotina di 9 anni. E un cane femmina Nala, quella del Re Leone. Siamo un gineceo".

Secondo la dottoressa non serve indossare le mascherine, ma bisogna piuttosto cercare di ridimensionare l'aspetto emotivo che accompagna questa epidemia: "Chi si interessa di salute ha il dovere di spiegare. Così tutti i papà e le mamme si tranquillizzano. Se invece li invadi con video di città deserte, ambulanze a sirene spiegate eccetera, crei il panico. Tutte le misure adottate possono sembrare un'esagerazione, dal punto di vista scientifico. Ma bisogna dare risposte alla gente. Poi, spesso la salute viene strumentalizzata a livello politico. E qui mi fermo. Ma è inaccettabile".

Ma allora quanto durerà questa emergenza? La dottoressa ha lasciato intendere che ci vorrà ancora un po', ma ha ribadito di essere sicura che non ci saranno gravi conseguenze: "Non penso che la settimana prossima si possa non parlare di coronavirus. Tra l'altro, a me non piacciono i virus, preferisco i batteri. Però, quando tutto questo sarà finito, mi farò fare un ciondolo d'oro a forma di coronavirus, che è bellissimo. Poi me lo metto al collo. Sarà il mio trofeo. E si ricordi bene una cosa: si lavi le mani, il bagno è la porta di fronte".

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