Coronavirus, bollettino 7 marzo: 233 morti in Italia, 589 guariti, 5.061 positivi

I sintomi sono febbre e dispnea (difficoltà a respirare).

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Anche oggi il commissario straordinario per l'emergenza coronavirus e capo della Protezione Civile Angelo Borrelli ha tenuto, insieme con il Presidente dell'Istituto Superiore della Sanità Silvio Brusaferro, la conferenza stampa per illustrare i nuovi dati sulla diffusione del virus in Italia. Borrelli ha detto:

"In totale i guariti sono 589, 66 in più rispetto a ieri. I deceduti oggi sono 36: 19 in Lombardia, 11 in Emilia Romagna, 2 nelle Marche, 1 in Veneto, 1 in Liguria, 1 in Puglia"

Quindi il totale dei decessi sale a 233. Oggi ci sono stati 39 morti, quindi 13 in meno di ieri, che erano stati 49. Tutti i deceduti sono over 60. Borrelli ha spiegato poi che il numero di positivi è di 5.061, ma il +1145 rispetto a ieri è dovuto al fatto che il Lombardia si sono aggiunti più di 300 casi che non erano stati conteggiati nei giorni scorsi sul laboratorio di Brescia, quindi, in pratica comprende nuove positività raccolte in più giorni.

Borrelli ha anche detto che 2651 sono i ricoverati, 567 in terapia intensiva, 1843 in isolamento domiciliare. In percentuale il 10% è in terapia intensiva. Borrelli ha poi aggiunto:

"La Lombardia ha una situazione di sofferenza negli ospedali, ci aspettiamo che possa essere richiesto il movimento di alcuni pazienti che sono in terapia intensiva verso altre regioni che hanno la disponibilità di posti. Prosegue l'attività di organizzazione dell'assistenza per chi è in isolamento domiciliare"

Il Professor Silvio Brusaferro ha aggiunto:

"L'età media dei deceduti supera gli 81 anni, sono prevalentemente maschi, più dell80% ha più di due patologia, il 60% tre patologie, solo il 2% non ha patologie. La sintomatologia che emerge come quella più vicina a una possibile infezione da Coronavirus è l'associazione di febbre e dispnea, difficoltà a respirare. Le persone che hanno questi sintomi devono contattare il proprio medico o il 112 e non affollare il pronto soccorso. Le persone anziane devono assumere un comportamento di protezione, si muovano il meno possibile da casa, evitino ruoli affollati ed evitino sale d'attesa di medici e pronto soccorso. Il quadro epidemiologico come possiamo tracciarlo oggi in Italia indica queste persone come le più fragili"

Brusaferro ha anche sottolineato l'importanza di rispettare le raccomandazioni fatte in questi giorni:

"Questo tipo di infezione possiamo controllarla attraverso un insieme di misure. Le raccomandazioni che facciamo da giorni sono estremamente importanti, tutti le dobbiamo adottare. Questo è il momento della responsabilità, sono attenzioni con cui possiamo convivere nella nostra quotidianità, non seguirle mette a rischio la parte più fragile della nostra comunità. Il problema c'è, lo possiamo contenere e controllare se e solo se adottiamo determinati comportamenti. Lo sottolineo perché abbiamo evidenze di comportamenti superficiali, non consapevoli del rischio che si corre"

È stato chiesto a Brusaferro se sa perché Nicola Zingaretti si è sottoposto al tampone e lui ha risposto:

"Su Zingaretti non ho idea del perché abbia fatto il tampone, immagino che abbia avuto il sospetto in relazione a persone incontrate di recente"

Poi sulla possibile stagionalità del virus, ha detto:

"Il fattore di avere un clima più mite favorisce l'attività all'aria aperta, riduce le probabilità di affollare luoghi chiusi, ma non possiamo ad oggi sapere se il virus a 40° non si trasmette. Di solito nella bella stagione si sta di più all'aria aperta invece che nei luoghi chiusi"

Poi ha aggiunto:

"I dati oggi ci mostrano che alcune regioni hanno una circolazione del virus molto sostenuta. Il Veneto sembra avere una diffusione più lenta, abbiamo anche degli scenari di alcune zone come il Piemonte e alcune città, regioni, in cui ci sono più casi. Questo è il motivo per cui l'appello ai cittadini è la parte decisiva, perché adottandoli l'infezione si diffonde di meno"

Sulle Regioni che hanno dato disponibilità per la terapia intensiva, Borrelli ha detto:

"Ieri avevamo dei dati, ma oggi si sono aggiunti altri relativi a indagini in corso, quindi è per questo che il dato dei positivi è cresciuto. Per quanto riguarda il numero di posti letto, noi abbiamo posti in Piemonte, Liguria, Veneto, ci sono disponibilità da parte di altre regioni, ovviamente cerchiamo il posto più vicino alla Lombardia. Stiamo lavorando per incrementare il numero di posti letto in terapia intensiva e subintensiva. Stiamo cercando di trovare soluzioni interne a nostro Paese"

Brusaferro ha aggiunto, per spiegare i dati che ora non sono ancora omogenei:

"La componente di isolamento domiciliare cala perché dal 27 febbraio sono cambiati i criteri di arruolamento in queste categorie, perché il tampone non viene più fatto a chi non ha sintomi, per questo la percentuale va calando, quindi questo sfalsa il quadro. Sembra che il Paese abbia percentuali più elevate di mortalità, ma non è così, stiamo lavorando per una presentazione migliore"

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