Coronavirus in Spagna: già 5100 contagi e 132 morti

Il Premier Sanchez ha dichiarato lo stato di emergenza. Il contagio è più rapido che in Italia.

Coronavirus in Spagna stato di allerta

Il contagio da coronavirus in Spagna sta viaggiando più rapidamente di quanto non sia avvenuto in Italia nei primi giorni. Secondo El País, infatti, si è già oltre i 5.100 contagi e i 132 morti. Il Premier Pedro Sanchez ieri, durante un breve intervento in tv, ha detto che oggi un consiglio dei ministri straordinario approverà un decreto che metterà la Spagna in "allerta" per un periodo di 15 giorni, per cercare di porre un limite all'epidemia che si sta diffondendo troppo rapidamente.

La zona più colpita è quella della Capitale, Madrid, dove si sono registrati già 64 decessi fino a ieri e ci sono oltre duemila positivi. Sanchez ha detto:

"Purtroppo, non possiamo escludere che la prossima settimana supereremo le 10 mila persone contagiate. Siamo nella prima fase di una lotta contro il virus diffuso in tutti i Paesi del mondo e in particolare nel nostro continente, l'Europa"

Con lo stato di allerta, tutti i mezzi economici, sanitari, pubblici e privati, civili e militari potranno essere mobilitati per proteggere i cittadini. Sanchez ha però sottolineato quello che in Italia ormai si dice da settimane:

"La vittoria dipende da ognuno di noi, l'eroismo sta anche nel lavarsi le mani e rimanere a casa"

Intanto a Madrid ormai ci sono più pazienti che letti d'ospedale disponibili, nell'area della Capitale sono già stati chiusi bar, ristoranti e discoteche, ma lo stesso avverrà anche in altre regioni, dove vengono chiuse le scuole.

In Catalogna ci sono quattro località in quarantena e sono state chiuse aree commerciali, palestre e stazioni sciistiche. Nel Sud-Est, nella regione della Murcia, sono state poste in isolamento delle aree turistiche, dove molti madrileni hanno le loro seconde case e potrebbero riversarsi lì vista l'emergenza nella Capitale.

Anche l'area dei Paesi Baschi è stata fortemente colpita ed è stato chiamato lo stato di emergenza sanitaria. La Conferenza episcopale ha dovuto esortare i cattolici a seguire le messe solo via radio o in tv.

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