Coronavirus, Achille Serra: "Pene per chi non sta a casa, sono tutti possibili untori e pericolosi"

Con l’Europa diventata epicentro della pandemia di coronavirus e l’Italia paese più colpito, non rispettare decreti e ordinanze delle autorità è da irresponsabili perciò potrebbe servire l’applicazione di misure e pene più rigide.

È la sintesi di quanto detto dall'ex prefetto di Roma Achille Serra a Radio Anch’io su Rai Radio 1: "Sono necessarie misure più stringenti per la popolazione e pene per chi non sta a casa. Tutti gli italiani stanno facendo sforzi enormi e non si può vanificare tutto per una minoranza che non ha ancora capito nulla. Sono tutti possibili untori e pericolosi. Contro gli untori è necessario un rigore forte. Le pene devono essere assolutamente decisive".

Si può uscire solo per necessità (tipo fare la spesa, andare in farmacia), esigenze di salute e lavoro ma non tutti sembrano averlo capito. E anche una sparuta minoranza può mettere a rischio il sacrificio di tutti gli altri. "A mio avviso serve l’esercito - prosegue Serra -. Sono sempre stato contrario per ovvi motivi, questo è un paese democratico e l’esercito ha delle regole precise e poi non si deve mai dare l’impressione di essere sotto una dittatura. Ma ora siamo in guerra e quindi serve l’esercito. Non c’è di fronte un nemico fisico, ma ci vogliono regole diverse. Le forze dell’ordine stanno facendo un lavoro enorme e con grandi sacrifici".

Secondo il bollettino della Protezione civile diffuso ieri alle 18 i casi di Covid19 in Italia erano saliti a 26.062 (+2.989 sul giorno prima), con 345 nuovi decessi (2.503 in tutto), e 192 guariti in più (2.941 in tutto).

La curva epidemica continua a crescere anche se non in modo esponenziale. Anche l’Oms ieri ha detto che l'espansione del virus in Italia non si arresta ma che la sua velocità sembra diminuire. Per capire il trend però servirà qualche altro giorno.

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