Virus, troppi a spasso. Zaia: "Tracciare i telefoni come fanno altri paesi" | Come funziona il (vincente) modello coreano

Contro l’emergenza coronavirus gli operatori telefonici si sono detti pronti a fornire alle autorità le informazioni aggregate ricavate dai dati sulla mobilità di tutti i propri clienti. Ma serve una legge, come sottolinea il governatore del Veneto Luca Zaia. Contro la troppa gente ancora a spasso, senza nessuna reale necessità, c’è chi invoca l’impiego dell'Esercito, chi misure tecnologiche già adottate con successo, a giudicare dai dati, da altri Paesi.

Il modello spesso citato è la Corea del Sud. Secondo Zaia il tracciamento dei movimenti delle persone attraverso i cellulari per contenere e limitare la diffusione del coronavirus "è un'ottima soluzione" anche se c’è da fare i conti con la questione privacy. "Ma siamo in emergenza, e ci vuole un provvedimento per queste attività" dice Zaia.

Il governatore confida: "Ci hanno proposto dei software stratosferici, però mi metto nei panni dei cittadini, bisogna che ci sia una legittimazione giuridica". In Veneto i casi di coronavirus sono, secondo l’ultimo bollettino dalla Protezione civile, 2.923 (+392 su lunedì). 77 i decessi totali. Le compagnie telefoniche hanno dato nei giorni scorsi il loro assenso a collaborare con le autorità pur nel rispetto delle norme vigenti a tutela della sicurezza e della privacy individuale, secondo la normativa europea GDPR.

La Lombardia (dove quasi un cittadino su due esce ancora infischiandosene dei divieti secondo i dati diffusi dal vice governatore) sta già usando la localizzazione dei cellulari tramite le celle telefoniche.

Asstel, l’associazione degli operatori, si è detta pronta fare di più per "aiutare la Protezione Civile, l'Istituto Superiore di Sanità, le Regioni e le altre autorità impegnate in prima linea per combattere la pandemia". Ma appunto servirebbe un provvedimento normativo ad hoc.

Corea del Sud: app per gli spostamenti e test di massa

In Corea del Sud, tramite un’app per smartphone, Corona100m, i cittadini hanno potuto monitorare gli spostamenti dei contagiati (degli ultimi 14 giorni) caricati in un database che incrociava questi dati coi percorsi di tutti gli iscritti all’app, cioè la stragrande maggioranza della popolazione.

L’app, avvisando le persone che possono essere state in contatto con un contagiato, spinge a fare tamponi preventivi. Questo e i test a tappeto eseguiti, 240mila, nessuno ha fatto di più al mondo in rapporto alla popolazione, hanno permesso alla Corea del Sud, il Paese geograficamente più vicino alla Cina, di contenere contagi (8.326) e decessi (75).

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