Coronavirus, l'ISS: "In media 8 giorni tra l'insorgenza dei sintomi e il decesso"

Coronavirus picco in Italia - Silvio Garattini

L'ultimo rapporto dell'Istituto Superiore della Sanità, stilato sulla base dei dati ufficiali sulla diffusione dell'epidemia di coronavirus COVID-19 in Italia tra nuovi contagi e decessi, fornisce qualche dettaglio in più sul modo in cui il nuovo virus sta colpendo i cittadini italiani.

Tra i dati senza dubbio più interessanti c'è quello che riguarda i tempi che intercorrono tra il manifestarsi dei primi sintomi e il decesso: 8 giorni. La media dei decessi in Italia ci rivela che il ricovero in ospedale si rende necessario circa 4 giorni dopo l'insorgenza dei primi sintomi, mentre il decesso in media avviene 4 giorni dopo.

Il rapporto, aggiornato ai dati del 17 marzo 2020, tiene conto delle caratteristiche di 2.003 pazienti deceduti in Italia e risultati positivi al coronavirus COVID-19.

COVID-19, le fasce di età più colpite

L’età media dei pazienti deceduti e positivi a COVID-19 è 79.5 anni, mentre l'età media delle persone risultate positive è 63 anni. Le donne rappresentano il 30.0% delle vittime e il 40,4% delle persone colpite dal nuovo virus.

Nel dettaglio finora si sono registrati solo 5 decessi nella fascia di età 30-39 anni (0,2% del totale) mentre la fascia d'età in cui si è registrato il maggior numero dei decessi (851 su 2.003) è quella compresa tra gli 80 e gli 89 anni, come conferma la tabella che trovate qui sopra.

COVID-19, i pazienti con patologie pregresse

La gran parte delle persone positive al COVID-19 che sono decedute in Italia fino al 17 marzo 2020 aveva tre o più patologie pre-esistenti. Il numero medio di patologie osservate in questa popolazione è di 2.7. Complessivamente 3 pazienti (0,8% del campione) presentavano 0 patologie, 89 (25,1%) presentavano 1 patologia, 91 presentavano 2 patologie (25.6%) e 172 (48,5%) presentavano 3 o più patologie.

Le principali patologie pre-esistenti, così come elencate dall'ISS, sono:


  • Cardiopatia ischemica: 117 (33,0%)

  • Fibrillazione atriale 87 (24,5%)

  • Ictus: 34 (9,6%)

  • Ipertensione arteriosa: 270 (76,1%)

  • Diabete mellito: 126 (35,5%)

  • Demenza: 24 (6,8%)

  • BPCO: 47 (13,2%)

  • Cancro attivo negli ultimi 5 anni: 72 (20,3%)

  • Epatopatia cronica: 11 (3,1%)

  • Insufficienza renale cronica: 64 (18,0%)

COVID-19, le terapie

La terapia antibiotica è stata quella più utilizzata (83% dei casi), meno utilizzata quella antivirale (52%), più raramente la terapia steroidea (27%). Il comune utilizzo di terapia antibiotica può essere spiegato dalla presenza di sovrainfezioni o è compatibile con inizio terapia empirica in pazienti con polmonite, in attesa di conferma laboratoristica di COVID-19. In 25 casi (14,9%) sono state utilizzate tutte 3 le terapie.

Potete scaricare l'ultimo report dell'Istituto Superiore di Sanità a questo indirizzo.

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