Gismondo: "Coronavirus troppo aggressivo in Lombardia, potrebbe essere mutato"

Il Covid-19 forse è mutato dice ora Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano, in prima linea nella battaglia contro il nuovo coronavirus.

Gismondo è diventata nota ai più per la querelle a distanza di qualche settimana fa con il virologo Roberto Burioni il quale aveva rimproverato quegli esperti che all’inizio avevano accostato il virus a un’infezione poco più seria di una normale influenza, lanciando messaggi facilmente interpretabili in modo sbagliato.

Gismondo spiega che il virus si è dimostrato "troppo aggressivo in Lombardia" e che quindi tra le ipotesi c’è anche quella che "potrebbe essere mutato". La virologa formula "un pensiero convergente" con quello della collega Ilaria Capua, docente all'università della Florida: "In Lombardia c'è qualcosa che non comprendiamo. Si sono superati i morti della Cina in un'area infinitesimamente più piccola e in un tempo minore".

La regione ieri ha registrato un nuovo record di decessi di pazienti positivi al coronavirus: 381 in un giorno, per un totale di 2.549 morti nella sola Lombardia, su 4.032 totali.

Dialogando con l'AdnKronos Salute Gismondo aggiunge: "Sta succedendo qualcosa di strano. In Lombardia c'è un'aggressività che non si spiega. Le ipotesi possono essere tutte valide", una "è che il virus sia forse mutato".

"Dicevamo: poco più grave di un’influenza"

Adesso: "Stiamo vivendo in un mondo che non conoscevamo" prosegue la virologa. Ed è per questo che: "C'è timore davanti a quello che prima non ci preoccupava e che io e altri virologi, come del resto l'Organizzazione mondiale della sanità, dicevamo sarebbe stato poco più grave di un'influenza. Adesso invece davanti ai numeri della Lombardia, siamo abbastanza attoniti e vogliamo capire di più".

Gismondo lancia così "un appello alla comunità scientifica: uniamoci per capire. Se tutti ci mettiamo insieme e ne studiamo un pezzetto, probabilmente riusciremo a comprendere".

Alcuni esperti in merito ai decessi, invitano a considerare anche l’età media della popolazione italiana, decisamente più anziana ad esempio di quella cinese.

Ieri in conferenza stampa il capo della Protezione civile Angelo Borrelli si è soffermato sui dati dei nuovi decessi (+627 sul giorno prima), tornando a parlare di persone morte "con il coronavirus" e non per forza "per il coronavirus" ribadendo che sarà l’Istituto superiore di Sanità a fare chiarezza su questo.

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