Coronavirus: in Italia il contagio si è spostato via autostrade

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Il coronavirus in Italia si è diffuso principalmente attraverso le autostrade. È un’ipotesi al vaglio da tempo, ma ora è supportata anche da uno studio in via di pubblicazione e condotto da Marino Gatto del Politecnico di Milano. Gatto ha ricostruito la mappa del contagio in Italia: il virus si è diffuso in maniera rapidissima attraverso autostrade, ma anche ferrovie. Le scene delle stazioni piene e dei caselli autostradali assaltati nelle ore immediatamente successive agli annunci del governo relativi alle misure restrittive, sono solo una parte del problema.

La mobilità è stata decisiva nella diffusione del COVID-19 e lo sarà altrettanto nella cosiddetta fase 2, quella che partirà presumibilmente il 4 maggio e che dovrà pian piano sbloccare l’Italia fino a riportarla in una situazione di normalità. Lo studio promosso dal Politecnico di Milano e condotto in collaborazione l'Università Ca' Foscari di Venezia, l'Università di Zurigo, il Politecnico federale di Losanna (Epfl) e l'Università di Padova ha avuto come conclusione "il primo modello di contagio per l'Italia che tiene conto sia dell'evoluzione temporale dell'infezione nelle popolazioni locali che della loro evoluzione spaziale". "Sappiamo - spiega ancora Gatto - che il virus si propaga per contatto diretto tra le persone e le vie di trasporto hanno sicuramente favorito la diffusione del contagio dai primi focolai".

Per condurre lo studio si è tenuto conto sia del percorso temporale dell’infezione nelle popolazioni locali, sia la distribuzione geografica, seguendo gli spostamenti delle persone per recarsi al lavoro a livello provinciale. A supporto dell’indagine ci sono stati i dati Istat sulla mobilità prima dell’epidemia, incrociati con quelli di uno studio indipendente ottenuti tramite la geolocalizzazione dei cellulari. È stato evidente sin da subito, infatti, che nonostante le restrizioni, in tanti si siano mossi ugualmente, trasferendo il contagio dai primi focolai praticamente in ogni angolo dello Stivale: "Il maggiore focolaio si è sviluppato in Lombardia, che non a caso è tra le regioni meglio connesse col resto d'Italia e del mondo. Nella Pianura Padana, dove le vie di trasporto sono a raggiera, il virus si è diffuso delineando cerchi concentrici via via più larghi. In un secondo momento si è propagato in Veneto ed Emilia Romagna, prendendo la via Emilia per scendere verso le Marche", spiega Gatto. "I focolai della Liguria si sono propagati verso la Toscana, seguendo la tratta da La Spezia verso Lucca, Firenze e Siena", continua, ma il Sud? I contagi sono stati ridotti per via del lockdown, che seppur tardivo ha limitato i contagi ai “fuggitivi” e alle persone con cui questi sono venuti a contatto.

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