Mafia, maxi-blitz in tutta Italia: 91 arresti. Tra i prestanome anche un ex concorrente del Grande Fratello

Colpito il vecchio clan mafioso dell'Acquasanta di Palermo.

Guardia di Finanza sequestra 33 kg cocaina ad anziani napoli

L'inchiesta si chiama "mani in pasta" e ha portato oggi a un maxi-blitz praticamente in tutta Italia con l'esecuzione di ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 91 persone più il sequestro di un patrimonio mobiliare e immobiliare che si aggira attorno ai 15 milioni di euro. A essere colpito è stato il vecchio clan mafioso dell'Acquasanta di Palermo sui negli anni Ottanta aveva indagato anche Giovanni Falcone. Tra gli arrestati ci sono gli eredi dello storico clan dei Fontana, che da qualche anno si erano trasferiti in Lombardia e gestivano il business della vendita del caffè. Ai domiciliari va un prestanome, un ex broker di 39 anni, che ha anche partecipato al Grande Fratello.

Questa mattina sono in corso operazioni tra Sicilia, Lombardia, Piemonte, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche e Campania, portate avanti da circa 500 uomini della Guardia di Finanza, con l'audio anche di un mezzo aereo e di unità cinofile addestrate per trovare armi, soldi e stupefacenti. Nel pool di magistrati che coordina questa complessa inchiesta ci sono anche Roberto Tartaglia, il nuovo vice capo del Dap, il Procuratore capo di Palermo Francesco Lo Voi, il procuratore aggiunto Salvatore De Luca e i sostituti Amelia Luise e Dario Scaletta. Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo Piergiorgio Morosini intanto ha lanciato un allarme:

"In questi giorni le misure di distanziamento sociale e il lockdown su tutto il territorio nazionale hanno portato alla totale interruzione di moltissime attività produttive, destinate, tra qualche tempo, a scontare una modalità di ripresa del lavoro comunque stentata e faticosa. Nelle prossime settimane, i riflessi di questa situazione, che riguardano naturalmente anche Palermo, in particolare i quartieri con maggiori difficoltà socio-economiche, tra i quali Arenella e Acquasanta, sono suscettibili di creare un contesto assai favorevole per il rilancio dei piani della associazione criminale sul territorio d’origine e non solo"

E aggiunge:

"Da una parte l’attuale condizione di estremo bisogno, persino di cibo quotidiano, di tante persone senza una occupazione stabile, o con un lavoro nell’economia sommersa, può favorire forme di 'soccorso mafioso' prodromiche al reclutamento di nuovi adepti. Dall’altra il blocco delle attività di tanti esercizi commerciali o di piccole e medie imprese ha cagionato una crisi di liquidità difficilmente reversibile per numerose realtà produttive, in relazione alle quali un 'interessato sostegno' potrebbe manifestarsi nelle azioni tipiche della organizzazione criminale, vale a dire l’usura, il riciclaggio, l’intestazione fittizia di beni, suscettibili di evolversi in forme di estorsione o, comunque, di intera sottrazione delle aziende ai danni del titolare originario"

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