Silvia Romano insultata sui social: aperta un'inchiesta per minacce aggravate

L'indagine avviata dal responsabile dell'antiterrorismo milanese Alberto Nobili.

Silvia Romano

La Procura di Milano alla fine ha dovuto aprire un'inchiesta sui pesantissimi insulti e le minacce arrivata attraverso i social network ai danni di Silvia Romano, la giovane cooperante milanese che è stata rapita in Kenya nel novembre del 2018 e liberata in Somalia pochi giorni fa dopo un anno e mezzo di prigionia. Gli insulti, spesso sessisti e molto violenti, sono incentrati soprattutto sul fatto che Silvia si è convertita all'Islam e anche sulla possibilità che lo Stato abbia pagato un riscatto (si parla di 4 milioni di euro) per liberarla.

Il responsabile dell'antiterrorismo milanese Alberto Nobili ha così deciso di aprire un'indagine contro ignoti con l'ipotesi di minacce aggravate. Molti degli insulti sono stati pubblicati sotto le foto di Silvia Romano pubblicata da esponenti del governo, in particolare di Luigi Di Maio, ministro degli Esteri che, insieme con il Premier Giuseppe Conte, ha messo il cappello su questa operazione. Ieri Di Maio chiedeva rispetto per Silvia Romano, ma proprio sotto quel post si sono scatenati gli haters con pesanti e volgari insulti sessisti ai danni della ragazza.

Ricordiamo però che intanto anche a Roma si indaga sul rapimento di Silvia Romano. In particolare la Procura della Capitale e il Ministero degli Esteri vogliono vederci chiaro su Africa Milele, l'associazione onlus marchigiana per conto della quale la ragazza ha prestato volontariato in Kenya nel villaggio di Chakama, dove poi è stata rapita. Si vuole capire se la onlus prende le giuste misure di sicurezza per i propri volontari. Potrebbe essere anche chiesto un risarcimento alla onlus per i costi dell'operazione di liberazione della volontaria.

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