Fase 2: troppi assembramenti a Napoli e Savona, pagano gli esercenti?

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Nel primo venerdì post lockdown si registrano assembramenti in diverse città d’Italia, soprattutto nelle località turistiche. Comportamenti censurabili che mettono a rischio le attività commerciali che con tanta fatica stanno tentando di ripartire. In piazza San Domenico, a Napoli, viene segnalata venerdì sera una festa di laurea per strada. I festeggiamenti che vedono protagonisti un gruppo di ragazzi, sono stati ripresi con un telefonino e diffusi via Facebook dal Comitato per la vivibilità cittadina. I locali sono ancora chiusi, ma la movida sembra voler ripartire in barba al distanziamento sociale ancora necessario per contenere i contagi.

Venerdì sera di movida anche a Savona: tra i locali della Darsena vecchia e le strade della città la folla ha costretto i gestori dei locali ad abbassare le saracinesche per incappare in sanzioni e chiusure da parte delle forze dell’ordine. Chi non vede l’ora di tornare alla vita di prima senza però rispettare gli step previsti dai decreti è il primo nemico dell’economia, poiché i loro comportamenti si ripercuotono sulle attività commerciali che non potendo lavorare in sicurezza devono chiudere. "Stiamo ripartendo, non possiamo permetterci di tornare indietro", ammonisce i suoi corregionali il governatore della Liguria, Giovanni Toti.

Primo weekend di tintarella anche sulle spiagge. Tantissimi palermitani si sono riversati sulla sabbia di Mondello e molti se ne sono infischiati del rispetto delle distanze, seppur privi dei dispositivi di protezione individuale. Spiagge abbastanza popolate anche in Puglia e Calabria. La voglia di abbronzarsi senza filtri, come se fin qui non fosse mai successo nulla, sta prendendo rapidamente il sopravvento.

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