Omicidio Willy Monteiro, i fratelli Bianchi: "Non lo abbiamo toccato. Siamo distrutti". Conte chiama i genitori del ragazzo

Marco e Gabriele Bianchi respingono ogni accusa.

Fratelli Marco e Gabriele Bianchi - Willy Monteiro Duarte

I fratelli Marco e Gabriele Bianchi che, insieme con Mario Pincarelli e Francesco Belleggia, sono accusati di aver picchiato a morte il 21enne Willy Monteiro Duarte nella notte tra sabato 5 e domenica 6 settembre 2020 a Colleferro, in provincia di Roma, respingono ogni accusa e sostengono di essere intervenuti soltanto per sedare una rissa.

Questa mattina sono stati sottoposti all'interrogatorio di convalida del fermo davanti al giudice per le indagini preliminari, mentre si è in attesa, domani, mercoledì 9 settembre, dell'autopsia sul giovane di Paliano di origini capoverdiane.

I fratelli Bianchi hanno detto:

"Non abbiamo toccato Willy Monteiro. Respingiamo ogni accusa. Siamo intervenuti per dividere. Siamo dispiaciuti e distrutti perché siamo accusati di un omicidio che non abbiamo commesso"

Massimiliano Pica, uno degli avvocati difensori dei fratelli Bianchi e di Mario Pincarelli, ha spiegato:

"Durante l’interrogatorio i miei assistiti hanno raccontato di avere visto delle persone che loro conoscevano e che erano coinvolte in una rissa con altri soggetti a loro sconosciuti. I miei assistiti hanno fornito al giudice i nomi dei loro conoscenti. Affermano di avere ‘sbracciato’ per dividere gli autori della rissa ma di non avere colpito il ragazzo. Domani depositeremo nuove testimonianze che contraddicono quelle della Procura. I fratelli Bianchi affermano di non avere visto Willy a terra, vittima del pestaggio"

Pica ha anche detto che non è stata contestata l'aggravante dell'odio razziale e che il capo di imputazione resta quello di omicidio preterintenzionale. I testimoni, invece, parlano di un pestaggio durato 20 minuti e dei quattro aggressori che erano delle "furie".

Intanto il Premier Giuseppe Conte, durante un punto stampa tenuto a Beirut, ha commentato anche questo grave fatto di cronaca e ha detto

"Ieri sono rimasto veramente e fortemente colpito. Vorrei dire anche scioccato, a tal punto che ho preferito non rilasciare dichiarazioni. Ho preferito parlare prima con i genitori del ragazzo. Ho trovato un papà affranto, come tutta la famiglia. Non spetta a me farmi carico delle investigazioni giudiziarie ma fermiamoci a riflettere: cosa diremo ai nostri figli? Di non intervenire in una lite? Non spetta a me farmi carico delle investigazioni giudiziarie, se ci sarà o meno l'aggravante razziale lo scopriranno i magistrati. Io non mi sento neanche di chiedere una punizione esemplare, affido all'autorità giudiziaria il compito di individuare, perseguire e accertare con precisione le responsabilità e stabilire le giuste condanne"

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