Web censura in Cina: la protesta si fa online

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Ritorniamo a parlare di censura e libertà di espressione. Già in passato - e tuttora - ci siamo occupati di Kareem Amer, il blogger egiziano in carcere per aver criticato, nel suo blog , le autorità islamiche.

Purtroppo, però, Kareem non è l'unico cyberdissidente ad essere finito in prigione per aver esercitato il diritto - non ovunque scontato - di dire la propria opinione.

Reporters Sans Frontières, una delle organizzazioni più attive per la libertà di espressione, offre una lista dei cyberdissidenti attualmente dietro le sbarre. Sono 68, di cui ben 50 in Cina.

E dire che l'agenzia di stampa cinese Xinhua, proprio ieri, ha annunciato un passo in avanti nella tutela dei diritti dei blogger. Ecco come.

"I blogger cinesi non saranno più obbligati a fornire il vero nome al momento della registrazione. Lo annuncia l'agenzia di stampa cinese Xinhua che cita le linee guida del provvedimento pubblicate dalla Società cinese di Internet (Sci). La decisione arriva in seguito alle proteste delle aziende di settore, contrarie a un atteggiamento troppo rigido. Secondo Xinhua il governo ha deciso di promuovere un più libero "codice di auto disciplina" che incoraggerà gli utenti a utilizzare il loro nome, senza l'imposizione di un vero e proprio obbligo. "La Sci, con la collaborazione del ministero dell'Industria dell'Informazione, sta provando a coinvolgere i maggiori esponenti del settore in un programma che prevede l'attuazione di un codice di auto-disciplina al posto di una normativa rigorosa", dice Xinhua. La Cina, che conta circa 140 milioni di internauti, è stata spesso accusata di censurare blogger e siti web poco 'graditi' alle autorità" (QuoMedia)

Ma sara davvero così? Intanto Reporters Sans Frontières ha lanciato una versione del proprio sito in Cinese (qui). E, sempre sul sito dell'organizzazione, è possibile partecipare ad una campagna online per manifestare contro i "nemici di Internet". Ci sono vari livelli.

1 - Votare contro i nemici di Internet

2 - Registrare un messaggio audio per il fondatore di Yahoo (uno ad accettare di censurare il proprio portale per ubbidire alle autorità cinesi)

3 - Creare un blog su Reporters Sans Frontières

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