Afghanistan: Hanefi è stato liberato ma il caso è tutt'altro che chiuso

hanefi3.jpg di Tiziano Scolari 

Dalle 16.00 di ieri pomeriggio, ora di Kabul, Rahmatullah Hanefi torna ad essere un uomo libero. Viene liberato dopo quasi 3 mesi di carcere, era infatti stato arrestato il 20 Marzo scorso, il giorno dopo la liberazione del giornalista Daniele Mastrogiacomo.

Tre mesi di paura e terrore, in cui all’esterno del carcere non si sapeva quali fossero le condizioni di Hanefi e quali i reali motivi della detenzione. Significative le prime parole di Hanefi all’uscita dal portone dell'Investigation Department 17.

"Come stai?", gli chiede Gino Strada. "Sono vivo." risponde in pashtu. Poi, in italiano aggiunge "Sto bene". La situazione si è sbloccata lo scorso sabato. Adjmal Hodman, l'avvocato che ha seguito il procedimento a carico del manager di Emergency, ha ricevuto il verdetto della procura generale: prosciolto da ogni accusa.

Finalmente conclusa, positivamente, la vicenda del collaboratore di Emergency, è il tempo delle domande. Quali i reali motivi della detenzione del collaboratore di Gino Strada?

La necessità di Karzai, il premier afgano, di mostrare i muscoli? O solo la reazione a quello che è stato visto dalle autorità afgane come uno sgarbo?

Quale è stato il ruolo del governo italiano nella liberazione? Ancora si ricorda la puntata di Anno Zero del 12 Aprile: un imbarazzato Luciano Violante cercava di rispondere alle polemiche sull’immobilismo del governo spiegando che i contatti erano in corso ma, ovviamente, non si potevano rendere note le pressioni fatte al governo Karzai, un governo amico.

Cosa succederà dei 3 ospedali di Emergency confiscati dal governo afgano? Si trattava di ospedali che funzionavano bene, costruiti e gestiti da Emergency e pagati con le offerte di privati cittadini.

Forse la faccenda Mastrogiacomo e Hanefi è tutt’altro che finita.

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