Cronache dall'America: crollo sul Mississipi e giocattoli al piombo

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Ci tiene aggiornati sull'attualità americana il blog (re)Think America, curato da Antonello Musina.

Tra i principali fatti di cronaca di questa settimana Musina segnala due casi che faranno discutere: da una parte l'impressionante crollo del ponte sul fiume Missisipi e dall'altra il blocco di giocattoli importati dalla Cina non conformi alle norma USA.

Di Antonello Musina

Il bilancio e' ancora provvisorio: il crollo di un ponte sul fiume Mississippi ha gia' causato 4 morti (in un primo momento si era parlato di 9), oltre 60 feriti e 20 dispersi.

La tragedia e' avvenuta in piena ora di punta, intorno alle 6 di ieri sera, ora locale (dopo la mezzanotte in Italia).
In quel momento nonostante quattro delle sei corsie fossero chiuse per lavori in corso, il traffico era particolarmente inteso, quando improvvisamente gli automobilisti hanno visto il ponte crollare lettaralmente di fronte ai propri occhi.

Ora si parla di un crollo strutturale del ponte, la cui costruzione risale al 1967 e che aveva superato tutte le passate ispezioni senza che venissero riscontrate grosse anomalie.

Queste che vedete sono le immagini di Diversey che si trova sul posto

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Qui a Boston la notizia della tragedia di Minneapolis ha fatto immediatemente tornare in mente un'altra tragedia avvenuta lo scorso anno: il crollo del tunnel che collega il centro di Boston con la zona sud della citta' utilizzato ogni giorno da migliaia di automobilisti. 

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Oltre un milione e mezzo di giocattoli Fisher-Price destinati ai bambini d'eta' prescolare sono stati ritirati dalla casa madre Mattel dopo che controlli hanno evidenziato la presenza di piombo nella pittura utilizzata per colorarli.

Tutti i giocattoli, che oltre agli USA sono stati distribuiti anche in Gran Bretagna, Messico e Canada, erano stati realizzati dalla stessa azienda cinese, una delle tante che hanno in appalto la fabbricazione dei giocattoli della Fisher-Price.

La notizia ha riacceso le polemiche sulla sicurezza dei prodotti importati dall'estero, in particolare dalla Cina, che gia' in passato aveva fatto parlare di se' a causa di prodotti non conformi alle norme USA e UE (si pensi allo scandalo di poco tempo fa del dentifricio contraffatto contenente sostanze nocive).

Lo stesso presidente Bush e' intevenuto sull'argomento, invitando ad una revisione e ad un irrigidimento delle norme sull'importazione.

La Mattel, che a seguito di questa vicenda ha perso oltre 30 milioni di dollari, ha fatto sapere che la colpa e' da imputarsi esclusivamente a questo specifico produttore che non ha seguito gli standard imposti dalla casa produttrice i cui giocattoli restano sicuri.

Ma nonostante i frequenti scandali relativi a prodotti poco sicuri, le grandi multinazionali non possono permettersi di interrompere i rapporti commerciali che li legano ai produttori cinesi.

Secondo Ked Kedl, un consulente specializzato in grandi industrie con outsourcing in Asia, "le multinazionali saranno piu' caute quando avranno a che fare con i produttori cinesi, ma no, non lasceranno la Cina".

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