Omicidio di Garlasco, nuovi misteri: un martello rubato e il pigiama rosa di Chiara Poggi

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Nuovi indizi e nuovi misteri. Giorno dopo giorno il giallo dell'assassinio di Chiara Poggi a Garlasco, vicino a Pavia, che per ora vede indagato solo l'ex fidanzato Alberto Stasi, si arricchisce di nuovi particolari.

Non si capisce ancora se questi pochi indizi siano sintomo delle poche piste a disposizione degli investigatori o se piuttosto i risultati delle indagini siano ben custoditi dagli uomini del Ris di Parma.

Ieri i familiari della ragazza, ma anche zii e cugine, si sono sottoposti all'esame del Dna. Un atto per aiutare le indagini. Sono alcuni degli accertamenti necessari - altri riguardano la comparazione delle impronte - per procedere «per esclusione» nell'indagine scientifica che potrebbe aiutare a risalire all'omicida della giovane di Garlasco.

Il padre dele gemelle, Ermanno Cappa, professione legale, ha dichiarato nel pomeriggio di ieri all'uscita dalla caserma: "Siamo stati con tutta la famiglia spontaneamente dai carabinieri di Vigevano, dove abbiamo messo a disposizione impronte e tutte quelle robe lì, per agevolare le indagini, altro non ho da dirvi".

Ma parliamo dei due nuovi misteri a cui accennavamo all'inizio del post. 

Il primo riguarda una mazzetta da muratore rubata. Il titolare di un cantiere, situato all'interno del cortile della Croce Garlaschese che ha sede nella cittadina, scrive il Corriere, ha riferito ai carabinieri, che stanno indagando sull'omicidio di Chiara Poggi, che, alcuni giorni prima del delitto, qualcuno avrebbe sottratto da un secchiello - in cui erano custoditi vari attrezzi da lavoro - una mazzetta da un chilo.

I carabinieri stanno vagliando anche questa segnalazione: alla Croce Garlaschese prestano la loro opera numerose persone, circa 150 volontari e, tra questi, ad esempio, anche Stefania Cappa, una delle due gemelle cugine della vittima.

La postazione di pronto soccorso si trova a 100 metri in linea d'aria dall'abitazione di Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara da lunedì ufficialmente indagato per omicidio volontario. Ora spetterà agli investigatori chiarire se quel tipo di arnese possa essere o meno compatibile con la presunta arma del delitto.

E poi c'è il mistero del pigiama rosa che Alberto Stasi ha detto di aver visto addosso a Chiara riversa, ormai morta, sul pavimento. Secondo gli investigatori c'era troppo buio nella stanza per riuscire a vedere quale fosse il reale colore del pigiama.

Nuovi dubbi. Nuove domande. Tutte senza risposta. 

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