Delitto di Garlasco: il capello è chiaro e di media lunghezza

ALBERTOa.jpg Proseguono le indagini sull'omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco, vicino a Pavia, una decina di giorni fa. L'indagato per ora è sempre lui: l'ex fidanzato di Chiara Alberto Stasi, che ieri si era recato dagli inquirenti per una dichiarazione spontanea che, a quanto pare, si è trasformata in un vero interrogatorio durato nove ore.

Quella di Alberto è stata una deposizione fiume, dalle due del pomeriggio fino a dopo le 23. «Cercate altrove, non sono io l’assassino», ha ripetuto ancora Alberto agli investigatori. L’avvocato diStasi, Giovanni Lucido, ha invece dichiarato all'uscita dalla caserma: «Alberto ha risposto a tutte le domande con dovizia di particolari, anzi anche qualcosa di più, e ha chiarito la sua posizione».

Gli inquirenti hanno voluto sapere da lui cosa avesse visto quel tragico giorno appena entrato in casa, per chiarire i dubbi che l'hanno portato ad essere un indiziato: il colore del pigiama, le scarpe pulite e il volto bianco di Chiara che in realtà era coperto di sangue.

Da quanto scrive il Corriere a notte fonda gli investigatori non sarebbero apparsi particolarmente soddisfatti, perché quelle contraddizioni non sono state chiarite fino in fondo.

Ora bisognerà attendere settimana prossima per avere notizie sul capello trovato in mano a Chiara Poggi: il dna è di difficile estrazione a causa del copioso sangue, ma gli uomini del Ris di Parma stanno lavorando sul reperto per poter finalmente risalire al dna dell'assassino. 

Si tratta di un capello chiaro, lungo 5 centimetri. Lo hanno trovato nel pugno di Chiara e quasi sicuramente appartiene all'assassino. Altri due capelli, uguali, sono stati trovati vicino al corpo della ragazza.

Lunedì si discuterà sui primi risultati, ciò che c'è di certo è che evidentemente, il sangue trovato nella doccia, dove probabilmente l'assassino si è pulito, non ha dato i risultati sperati per quanto riguarda il dna. Oppure questi risultati sono in mano agli inquirenti pronti per essere usati?

Emergono nuovi particolari anche sulle modalità dell'omicidio: Chiara è stata colpita sulla porta d'ingresso alla testa, poi trascinata per un pezzo e colpita nuovamente. Gli ultimi colpi sono stati inferti poco prima delle scale, dove è stato trovato il corpo.

Nuovi elementi anche sul martello da muratore rubato da un cantiere vicino alla casa: non sarebbe compatibile con le ferite, quindi l'arma del delitto rimane ancora un mistero.

Dieci giorni di indagini e poco certezze. Un giallo intricato come già ne abbiamo visti nella storia italiana.

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