Garlasco, manca un attrezzo nel garage e Stasi dice: "Stefania voleva uscire con me e Chiara"

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Non si placano le fughe di notizie e nuovi indizi sul delitto di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco settimana scorsa. Dopo i lunghi interrogatori ad Alberto Stasi, unico indagato, dopo l'arrivo di Fabrizio Corona a Garlasco, sulle tracce di un scoop con le due cugine Paola e Stefania, a suo modo di dire vere protagoniste (che tristezza cercare un protagonista in un massacro), ora è il momento di nuovi misteri.

Il Ris di Parma presenterà solo settimana prossima i risultati delle analisi sul capello trovato in mano a Chiara Poggi, ma oggi si scopre che dalla cassetta degli attrezzi di casa Poggi mancherebbe un oggetto. A raccontarlo ai carabinieri, ieri, il padre di Chiara, che dopo aver trascorso giorni a sforzarsi di ricordare tutto quello che c'era nella villa, ha messo a verbale che potrebbe essere sparito dal garage un attrezzo.

Massimo riserbo su quale sia l'oggetto, perché gli investigatori non possono escludere che sia l'arma del delitto, poi fatta sparire dall'assassino.

Perché arma e movente restano il mistero di un omicidio che sembra inspiegabile, in cui l'unico indagato, finora, è il fidanzato della vittima, Alberto Stasi.

Ieri, il giorno dopo il lunghissimo interrogatorio in procura a Vigevano, Alberto è uscito di casa solo per pochi istanti, e quei quattro passi si sono trasformati in un vero e proprio assalto da parte di fotografi e telecamere: «Ho detto tutto, gli ho detto tutto quello che sapevo. Loro sanno e faranno. Adesso basta però, io sono distrutto e dovete avere rispetto per Chiara». [Fonte Corriere]

Intanto trapelano alcuni particolari delle dichiarazioni che Alberto Stasi, indagato per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, ha reso al pm Rosa Muscio nell'interrogatorio dell'altroieri.

Secondo quanto si è appreso, il giovane avrebbe descritto al magistrato i rapporti tra la ragazza uccisa e le due cugine gemelle, Stefania e Paola Cappa.

In particolare, parlando di Stefania, Alberto avrebbe raccontato al pm che Chiara e la cugina si frequentavano molto poco, fino a tre settimane prima del delitto, quando il loro legame si era fatto piu' stretto. Il ragazzo ha aggiunto che "Stefania voleva uscire con noi, ma Chiara non voleva'.

Ma il Corriere svela altro e scrive: dall'analisi delle fotografie e dei singoli dettagli sugli schizzi di sangue nella villa, emerge ora anche una possibile seconda ricostruzione su come sarebbe avvenuto l'omicidio. L'assassino potrebbe essere entrato dalla porta principale ma anche dal garage.

Forse si è fermato a chiacchierare con Chiara, che è stata colpita alla testa davanti al telefono. Poi ha tentato di fuggire verso la porta, ma qui è stata bloccata, trascinata per i capelli verso la taverna, colpita ancora e buttata giù dalla scala.

Ma solo lunedì, quando i Ris di Parma porteranno i primi risultati, sarà chiarita meglio la dinamica.

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