Garlasco, l'assassino è un uomo: l'orma numero 43 e i lividi sul corpo di Chiara Poggi

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Proseguono le indagini sull'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco più di due settimane fa. Se è vero che l'unico indagato rimane l'ex fidanzato Alberto Stasi , la notizia che apprendiamo oggi farebbe ben sperare sulle prove in mano agli investigatori.

L'assassino, secondo gli inquirenti, è un uomo: questo non vuol assolutamente dire che Stasi sia colpevole, anzi. I carabinieri però sembrano essere sicuri dell'identità maschile, visto che le prove poggiano su basi scientifiche.

Le orme impresse sulle chiazze di sangue sparse sul pavimento della villetta di via Pascoli, seppur parziali, sono di scarpe misura 42 o 43. Alberto Stasi, il fidanzato e unico indagato, calza il 43, ma questo significa assai poco: è una delle misure più comuni tra gli uomini.

Anche i lividi rilevati sul corpo di Chiara, tra la spalla e il collo, per dimensioni sarebbero state lasciate da una mano sinistra maschile, che secondo la ricostruzione degli inquirenti ha bloccato la vittima mentre veniva colpita alla testa con un oggetto impugnato con la destra.

Ieri è stato sentito un amico di Stefania, che ne ha confermato l’alibi: quel lunedì, dalle 13, erano assieme in piscina. Un’altra amica aveva già testimoniato che in precedenza era stata al telefono con lei per un’ora e mezza. Stamani gli specialisti del Ris torneranno per la terza volta nella villetta del massacro, con due obiettivi.

Primo: cercare il pesante calzascarpe metallico che di solito era sul tavolo della tavernetta, di cui i famigliari di Chiara hanno segnalato la sparizione. Se non si trova altrove, potrebbe essere davvero l’arma del delitto. Poi verranno eseguiti ulteriori e più accurati rilievi sulla scena del crimine con l’utilizzo di nuovi reagenti e anche del Luminol, finora non impiegato.

Purtroppo invece cade la pista degli abiti insanguinati trovati nel canale: il sangue non è umano, si tratterebbe di sangue di maiale.

Ora si attendono i nuovi risultati del Ris: il sangue trovato nella doccia apparteneva al ciclo mestruale di Chiara, ma altro sangue è stato trovato anche nel sifone del lavandino. Forse l'assassino si è lavato lì.

Ma il Corriere riporta anche un'altra notizia:

Un complice. Qualcuno che, se non ha partecipato all'omicidio, quantomeno sa chi l'ha commesso. È un po' più di un'ipotesi, un bel po' meno di una certezza. Gli investigatori la considerano possibile e avrebbero qualche sospetto anche se nulla ancora è stato scritto nero su bianco su nessuna carta dell'inchiesta. («Ci stiamo lavorando »).

Chiunque abbia ucciso Chiara Poggi, ipotizzano, non può non essersi sporcato di sangue. E allora la domanda è: se davvero l'omicida era sporco di sangue, se davvero ha usato la bicicletta nera «né vecchia né nuova» vista davanti alla villa da due testimoni, come ha potuto allontanarsi da via Pascoli (che tra l'altro è a poche decine di metri dalla caserma dei carabinieri) senza essere notato? Un complice, appunto, potrebbe averlo aiutato a cambiarsi e a far sparire i vestiti.

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