Duisburg, ma quale compleanno? Si festeggiava l'affiliazione: ecco la foto del santino bruciato

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Avevamo già parlato della strage di Duisburg. All'inizio lo scenario, assoluatemente inquietante, delineava una storia fatta di lotte tra famiflie e di morti ammazzati innocenti.

Scrivevamo: Due killer hanno ucciso sei persone davanti al ristorante "da Bruno". Si trattava di sei calabresi legati alle famiglie Pelle-Romeo, coinvolte da anni nella faida di San Luca. Pare che l'obiettivo fosse Marco Marmo, che avrebbe partecipato all'omicidio di Maria Strangio nel Natale 2006.

Ora in Calabria si aspettano un atto di vendetta. Inquirenti italiani, tedeschi e Interpol stanno lavorando insieme per cercare di trovare i colpevoli e fermare la possibile escalation di violenza che potrebbe essere stata innescata da questa "esecuzione"

Ora si hanno notizie in più: sono state arrestate 44 persone. In un bunker sono stati trovati tre ricercati. "Ci sono i presupposti - ha detto il procuratore Franco Scuderi - per giungere alla verità sui tragici fatti di Duisburg. Avevamo la netta impressione che la faida non si fosse conclusa, tant'è che due giorni prima del 15 agosto, in un rapporto di polizia era stato sollevato grande allarme, e così purtroppo è stato''.

Ma non è tutto. Si è scoperto che quella sera non si stava festeggiando un compleanno, bensì una affiliazione. E sono saltate fuori anche le prove. 

Scrive il Corriere : Il compleanno di Tommaso Venturi forse era soltanto un pretesto. Perché durante la cena organizzata nel ristorante «Da Bruno» di Duisburg la sera prima di ferragosto sembra ci fosse altro da festeggiare. Un’affiliazione, l’ingresso ufficiale nella cosca di quel ragazzo appena diventato maggiorenne. Nella tasca dei suoi pantaloni c’era un santino bruciato.(la vedete più sopra)

Il simbolo di un rituale della ’ndrangheta - la copiata - che per gli inquirenti si trasforma in una traccia da seguire per individuare il ruolo delle vittime della strage di due settimane fa. E per arrivare ai killer.

La morte di sei persone, cinque giovanissimi, era stata prevista, non c’è stato alcun errore o casualità. Chi ha sparato aveva un obiettivo preciso: eliminarli tutti. Con il trascorrere dei giorni gli investigatori si sono convinti che il compito dei sicari fosse proprio quello di colpire la nuova generazione della famiglia Vottari-Pelle, l’ala militare. E così vendicare l’omicidio di Maria Strangio, uccisa il giorno di Natale a San Luca, il paese della faida.
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