Kenneth Foster graziato: pena di morte commutata in ergastolo

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Un flash su una notizia che fa tirare un sospiro di sollievo al mondo intero: Kenneth Foster, protagonista di una storia che ha mobilitato blogger e autorità e riportato l'attenzione sulla pena di morte, condannato a morte senza aver ucciso, è stato graziato: la pena di morte è stata commutata in ergastolo.

Ecco le fase salienti della vicenda.

Oggi doveva essere eseguita la sua condanna, la terza in tre giorni per il Texas, conseguenza di una legge controversa che lo rende colpevole dell'omicidio commesso da un'altra persona.

La sua storia è online, tra video e racconti, ma sono moltisisme le testimonianze di chi è entrato in contatto diretto con lui da tutto il mondo grazie al Web. Ne frattempo da un altro angolo d'America arriva la storia della liberazione di un altro condannato a morte, il Canadese Steven Truscott; ne parla Canada.

Dopo quasi cinquant'anni, Steven Truscott e' stato dichiarato innocente. Nel 1959 era stato condannato (prima a morte, poi gli era stata commutata la pena, perche' all'epoca aveva 14 anni) per l'omicidio di Lynne Harper, dodicenne sua compagna di scuola.

Così riassume Canada; il caso di Steve Truscott rappresenta un errore giudiziario durato cinquant'anni e poi risolto, come scrive la blogger Daniela Sanzone, con le scuse del procuratore generale.

Niente scuse invece per Foster. In questo caso la giustizia si è sincerata di non essere dalla parte del torto applicando una legge nota come law of parties che,  approvata in Texas nel 1974, stabilisce che un individuo è ugualmente responsabile del crimine commesso da un’altra persona se “agendo con l’intento di promuovere o aiutare l’effettuazione del crimine, egli sollecita, incoraggia, dirige, aiuta o cerca di aiutare l’altra persona a commettere il crimine.

Una questione di filosofia del diritto, interpretazioni al limite dell'etico e vendetta. A accusare Foster infatti è il padre della vittima, avvocato molto noto in USA. Ne aveva già parlato Blogosfere, raccogliendo anche il commento di Maria Teresa Oste:

Sono in corrispondenza con Kenneth ed é una persona straordinaria.
Per me é un carissimo amico, una persona a cui voglio bene.
Mi angoscia anche solo pensare che possano ucciderlo.
SALVIAMO KENNETH!
Non possiamo accettare la pena di morte, é un omicidio e non si può chiamare "giustizia"

Moltissimi i messaggi di solidarietà e sdegno che arrivano dal Web cui nelle ultime ore si sono aggiunte anche le voci dei politici italiani. Come segnala il blog Salviamo Kenneth Foster sono intervenuti Napolitano, che ha ricordato l'impegno dell'Italia per la moratoria mondiale e Veltroni, che ha voluto illuminare il Colosseo nella notte di ieri; con loro diversi esponenti politici.

Tra i nostri blogger segnaliamo gli interventi di Pollicino che mette in evidenza l'iniziativa del sindaco di Firenze e già all'inizio del mese aveva trattato il caso di Kenneth raccontandone la storia. Anche don paolo Padrini di Passi nel deserto è rimasto molto colpito dalla vicendae si è unito al coro silenzioso di chi è rimasto senza parole di fronte a questo caso di controversa giustizia.

Il blog di Panorama fa notare che il Texas esegue un nomero di condanne più alto di quel che si immagini:

Due condanne a morte già eseguite nelle ultime quarantotto ore. Ventiquattro dall’inizio dell’anno. [...]
Alla base c’è anche un criterio razziale, rilevabile per altro nelle statistiche di qualsiasi Stato. Emerge dai dati ufficiali fornite dal Dipartimento di Giustizia dello Stato: il 30% dei condannati sono bianchi, il 41% afroamericani, il 28% ispanici.
 

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