Omicidio di Garlasco: i primi "indizi scientifici" dei Ris conducono ad Alberto Stasi

ris%20garlasco%20poggi%20stasi.jpg

Dopo la notizia di ieri, che ha visto tramontare l'alibi di Alberto Stasi, che la mattina dell'omicidio di Chiara Poggi non è stato tutta la mattina di fronte al computer ma solo pochi minuti, oggi ci sono importanti novità che riguardano le indagini sul giallo di Garlasco.

Prima di tutto l'ora della morte di Chiara. A quanto pare dovrebbe essere anticipata di un'ora, ovvero alle otto. Due gli indizi che fanno pensare a questo nuovo orario: Chiara non aveva aperto le finestre di casa, come faceva appena alzata ogni mattina, e non aveva fatto il solito "squillino di buongiorno" con il cellulare ad Alberto. Solo quest'ultimo lo aveva fatto a Chiara, senza ricevere risposta.

Tuttavia ci sono novità che riguardano anche l'unico indagato per l'omicidio, il fidanzato Alberto.

La mattina dell'omicidio la migliore amica di Chiara non poteva acredere a quello che era successo. Disperata si è sfogata con la madre affermando: «È stato quel bastardo. È stato lui».

E la madre spiega: «Mia figlia ha detto così e si riferiva ad Alberto». Ma la ragazza, poi, ha confermato la frase sminuendone il senso, «Era solo un pensiero ». E anche ieri ha ripetuto: «Niente che non andasse fra loro. Era una coppia perfetta».

Gli inquirenti sono convinti che Chiara a lei avesse detto qualcosa. Un dettaglio, un episodio, un segreto. Qualcosa che però lei non vuole rivelare, perché è spaventata. Qualcosa che oggi potrebbe indirizzarli verso un possibile movente del delitto, particolare non secondario che per adesso non esiste.

«Mia figlia è sconvolta - continua la madre - è irritabile in queste ultime settimane. Ed è comprensibile visto che lei e Chiara si raccontavano proprio tutto. Erano molto legate. Si erano viste l'ultima volta il 25 luglio. Noi partivamo per le vacanze e Chiara era appena tornata dal viaggio a Londra, con Alberto e Marco Panzarasa».
 
Intanto i Ris proseguono le indagini sui reperti: il pigiama con la traccia biologica di cui parlavamo ieri, gli oggetti sequestrati e il luogo del delitto con continui sopralluoghi.

I primi risultati confermerebbero la compatibilità di alcune delle impronte rilevate con quelle di Alberto. «Ma c'è ancora molto da lavorare», dicono gli investigatori scientifici.

MA riportiamo anche un articolo di Repubblica che aggiunge altre novità che incastrerebbero Stasi.

Gli accertamenti sono all'inizio, ma avrebbero già fatto emergere una compatibilità forse decisiva per l'esito delle indagini. Al microscopio e con l'utilizzo di particolari reagenti sono stati esaminati i pezzi di tessuto sui quali si sono fissate tracce biologiche appartenenti (anche) all'assassino: del sudore, forse del sudore misto a sangue, o a saliva. Comunque impronte lasciate da chi ha ucciso Chiara Poggi. Una specie di firma.

Quelle dei Ris di Parma (guidati dal colonnello Luciano Garofano), certo, sono analisi lunghe e approfondite; così come numerosi sono i reperti inviati alla Scientifica dei carabinieri dagli investigatori coordinati dal pm Rosa Muscio (ieri a Parma erano presenti coi loro consulenti anche l'avvocato difensore del fidanzato della vittima, Giovanni Lucido, e per la famiglia di Chiara il legale Gianluca Tizzoni).

Se si avrà conferma che i primi campioni esaminati si sposano con il profilo genetico di chi ha firmato il delitto, gli investigatori potranno ritenersi molto soddisfatti. E il pm Rosa Muscio potrà chiedere un provvedimento restrittivo nei confronti dell'indagato. La posizione di Alberto Stasi, intanto, si aggrava anche per altri elementi. Sulla scala dove è stato trovato il cadavere di Chiara non c'è nessuna traccia delle scarpe del fidanzato. Nemmeno un'impronta. Su nessuno dei gradini che portano nella taverna. E così anche in alcuni ambienti della villa che il giovane, durante gli interrogatori, aveva detto di aver calpestato quando ha trovato il corpo della vittima. Un ulteriore indizio che si aggiunge al mosaico messo assieme dai detective.

L'assenza di impronte, dunque. Sono riferite, è chiaro, alle scarpe che il fidanzato di Chiara indossava al momento del ritrovamento, quel 13 agosto. Sono calzature da tennis. Quando Alberto le ha consegnate ai carabinieri assieme ai pantaloncini e alla maglietta che aveva addosso, una cosa è parsa subito chiara: le scarpe erano pulite, prive di macchie di sangue.

  • shares
  • Mail
83 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO