Garlasco: a breve conosceremo il killer, intanto una webcam inguaia Alberto Stasi

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Si riuscirà veramente a conoscere il nome dell'assassino di Chiara Poggi entro questa sera? Potrebbe essere: ovviamente vi terremo aggiornati su questo blog non appena giungerà la notizia.  Intanto limitiamoci a riportare le novità del giorno che riguardano il giallo di Garlasco.

Alberto Stasi, unico indagato per l'omicidio di Chiara, sarebbe ancora nei guai. Dopo l'alibi vacillante che riguardava la mattinata passata al computer gli inquirenti hanno in mano un filmato che ritrarrebbe una furiosa lite tra Chiara e Alberto.

Secondo il Corriere il video, girato con una webcam, mostrebbe l'indagato e la vittima alle prese con un litigio per problemi di coppia. Si tratterebbe di una furiosa litigata.

Intanto sono attesi per oggi i risultati dei Ris, forse già questa sera si avranno i primi risultati della comparazione di impronte digitali e Dna con le tracce lasciate dall’assassino nella villetta dove è stata uccisa Chiara.

Non è la prima volta che il giallo di Garlasco sembra a una svolta, ma in questo caso anziché dagli inquirenti, la notizia arriva da un perito, Marzio Massimiliano Capra.

«Abbiamo trovato tracce interessanti - ha comunque affermato Capra - gocce di sangue lasciate anche a una certa distanza dal corpo, per terra, sul muro, sui mobili. Tracce che possono “spiegarci” meglio come si è sviluppato il delitto.

Per esempio come l’assassino si sia mosso all’interno della scena del delitto, dove abbia aggredito Chiara, da qualche parte sia uscito. In ogni caso abbiamo raccolto vario materiale biologico che potrebbe appartenere al killer e da cui ricavare il Dna da comparare poi, insieme alle impronte digitali, con quello estrapolato dai prelievi effettuati su diverse persone. Prima tra tutte l’unico indagato Alberto Stasi».

Stasera i risultati. Le prove raccolte sono 50.

Intanto la madre nelle scorse ore è tornata alla villetta per aiutare gli inquirenti che stanno indagando sull'omicidio della figlia.

Mai fino a ora la mamma di Chiara era stata così esplicita nel fornire spunti agli uomini della Scientifica dei carabinieri. La sua collaborazione, purtroppo, per adesso si deve limitare a qualche sforzo di memoria, e alla capacità di "radiografare" le fotografie che gli inquirenti le mostrano; immagini che riproducono, da angolature diverse, gli ambienti della villa di via Pascoli.

"Purtroppo i signori Poggi hanno potuto entrare in casa solo per una mezz'oretta dopo la scoperta dell'omicidio - spiega il difensore della famiglia, avvocato Gianluigi Tizzoni - Sto presentando una richiesta affinché si possa permettere loro di ritornarci, assieme agli investigatori. Credo possa essere una cosa utile alle indagini".

Poi ha aggiunto: "Anche Giuseppe, il padre di Chiara, ieri ha dato delle indicazioni". Riguardano i cassonetti della spazzatura. Quelli che stanno vicino a casa. "Li svuotano ogni giorno alle 10,30 - ha spiegato - Se l'assassino ci ha buttato delle cose, o magari l'arma del delitto..."

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