Nell'auto di Alberto Stasi non ci sono tracce di sangue significative

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Si attendevano gli esami dei Ris sull'auto di Alberto Stasi, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, e questi risultati sono arrivati: dopo aver analizzato l'auto di Alberto con il Luminol c'è stata una reazione, sono state trovate delle macchie che ancora non si sa se siano di sangue o meno. Il problema è che tali tracce sono state definite poco utili ai fini delle indagini.

Già, perchè se Stasi avesse compiuto l'omicidio e fosse poi salito in auto, vista l'enorme quantità di sangue trovata in casa di Chiara, la macchina avrebbe avuto importanti tracce, di certo non poche e piccole macchie. 

Anche nel bagagliaio non ci sono tracce importanti: l'arma del delitto quindi, nel caso fosse stato Alberto ad uccidere Chiara, non sarebbe stata messa lì.

L'inchiesta sembra ancora ferma, non ci sono novità importanti. Ora si attendono i risultati sulle biciclette e le altre auto della famiglia Stasi.

C'è solo una novità: la centralina antifurto della villetta di Chiara è stata disattivata alle 10. Quindi a quell'ora la ragazza era ancora viva. Forse la disattivazione ha coinciso con l'ingresso dell'assassino. Il problema è che in quei minuti Alberto era a casa, visto che stava rispondendo ad una telefonata della madre.

Insomma, un nuovo alibi alla luce del cambiamento di orario della morte di Chiara, prima fissata alle 8, poi alle 9, ora alle 10. 

Ecco cosa scrive invece il Corriere riguardo le ultime analisi dei Ris sul sangue trovato in casa. Anche in questo caso non è stato trovato nulla di significativo.

Per non lasciare spazio a dubbi, Capra precisa che «per adesso non ci sono elementi importanti che incastrano qualcuno». Prendiamo il sangue, per esempio. «Ecco, i test del Dna su questo primo insieme di reperti ci hanno confermato che non ci sono tracce ematiche se non della stessa vittima».

In quelle gocce di sangue non c’è il Dna di Alberto Stasi, per intenderci, né di uno sconosciuto. È vero chemanca all’appello altro materiale da analizzare (sangue compreso) ma è anche vero che sono proprio le gocce esaminate ieri quelle che, più verosimilmente, sarebbero dovute appartenere all’assassino.

Per i punti della casa in cui erano (sul tappetino del bagno, vicino e sul divano) e per la forma che avevano: non schizzate ma «da gocciolamento », dettaglio che aveva fatto pensare a una perdita di sangue dal naso dell’assassino oppure al fatto che potesse essersi ferito. E invece no. Semmai, i risultati di ieri indicano che chi ha ucciso abbia perduto sangue dalle mani sporche oppure dall’arma del delitto (ancora non trovata). Tutto utile, appunto, «a ricostruire la dinamica, non a identificare qualcuno », come dice Capra.

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