Garlasco, troppe "aureole" in testa ai familiari di Chiara (e Alberto Stasi si sfoga)

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Le indagini sull'omicidio di Chiara Poggi, per il quale è indagato Alberto Stasi, oggi sembrerebbero prendere una nuova piega. Mentre tutte le prove raccolte sembrano non riuscire ad incastare il fidanzato di Chiara (anche perchè, ricordiamolo, non c'è proprio nessuno da incastrare tanto per trovare un colpevole), il mondo dei familiari di Chiara sembra essere nuovo terreno fertile per cercare indizi.

E' il Giornale a pubblicare un articolo inquietante, riportando le dichiarazioni del procuratore capo Alfonso Lauro. Sono proprio le parole di quest'ultimo ad essere di un certo rilievo, sono proprio le sue parole ad avere all'interno quella traccia di inquietudine di cui parlavamo prima.

Anche perchè il quotidiano fa saltare fuori il nome della zia di Chiara. E si sa, tirare in ballo persone con nome e cognome è sempre un problema, soprattutto alla luce dell'accanimento mediatico già sperimentato in questo mese di indagini.

Ecco cosa scrive il Giornale: le indagini sembrano dunque ferme a quel 13 agosto, quando Stasi finì nel mirino perché scoprì il cadavere senza sporcarsi di sangue nonostante abbia attraversato la scena del crimine. Elemento risibile per lo stesso procuratore capo Alfonso Lauro «Con questo non si va in Corte d’assise».

Lauro, dopo aver annunciato che le analisi scientifiche complete arriveranno solo a metà ottobre ha confermato come si continui a scavare nell’ambito familiare della vittima: «Un contesto troppo perfetto, sembra tutti abbiano l’aureola».

Per esempio bisognerà riverificare le dichiarazioni di Maria Rosa Poggi, zia della vittima, che avrebbe dichiarato come il 13 agosto fosse uscita verso le 9.30. Mentre un commerciante, con negozio vicino a casa Poggi, ha riferito ai carabinieri di averla vista in auto verso le 8.15 e di averla ben notata perché lei è sua cliente e per l’orario inconsueto.

Intanto Alberto, stanco e affranto, si è sfogato: «Sono disgustato dalle cose che sento dire su di me. Ho smesso di leggere i giornali e di guardare i telegiornali. Malgrado il filtro di famigliari e amici, ho sentito notizie inventate e circostanze alterate».

Pensate per un attimo se Stasi dovesse essere realmente innocente. Un ragazzo di quell'età, sottoposto ad un supplizio del genere, potrebbe risentirne a vita. Se invece fosse colpevole... bè, non ci sarebbe da pensarci su troppo.

E oggi si fanno nuove ipotesi sulla chiusura delle indagini: fino a metà ottobre non si saprà nulla. Almeno così dicono gli inquirenti.

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