Garlasco, l'amico segreto di Chiara e la messa senza Alberto Stasi e le gemelle K

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E' Il Messaggero a fornirci oggi il maggior numero di notizie su Alberto Stasi e sull'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco ormai più di un mese fa e ancora "iscritto" nel registro dei casi irrisolti. Mente tutte le prove raccolte dai Ris non portano ad alcun assassino, l'unico indagato rimane Alberto, è iniziata la lunga strategia della difesa, che ha già una vittima illustre.

Già, perchè Alberto Stasi ha cambiato avvocato: sono il professor Angelo Giarda, docente all'Università Cattolica di Milano, e l'avvocato Giuseppe Giulio Colli di Vigevano i nuovi difensori di Alberto Stasi.

Da quanto si è saputo l'incarico ai due nuovi difensori che sostituiscono gli avvocati Giovanni ed Eleonora Lucido sarebbe stato formalizzato questa mattina. Già ieri comunque circolavano indiscrezioni sulla sostituzione dei difensori di Stasi.

Ma non è questa l'unica novità che apprendiamo dai quotidiani. Ieri sera si è tenuta una messa in ricordo di Chiara: c'erano i genitori, il fratello Marco e gli amici più cari. Ma non c'era Alberto Stasi. Non c'erano neanche le cugine Paola e Stefania Cappa, ormai più note come gemelle k. E non c'erano nemmeno i genitori delle due gemelle, gli zii di Chiara.

E poi l'ultima novità sulle indagini: C’era un’altra persona nella vita di Chiara. Un ragazzo che lei frequentava all’insaputa di Alberto e i cui spostamenti, tra la notte del 12 e la mattina del 13 agosto, sono stati passati al setaccio dagli inquirenti nei giorni successivi all’omicidio. «Su di lui però non risultò nulla, sembrava avere un alibi di ferro e venne immediatamente escluso dalle indagini», spiega uno dei detective che ha partecipato alla prima fase dell’inchiesta.

Ma ora che - a un mese dalla morte di Chiara - i rilievi sul luogo del delitto non hanno fornito risposte univoche, le analisi sui reperti hanno mischiato le carte in mano agli investigatori, non c’è l’arma del delitto ma solo supposizioni sulla terribile fine della ragazza, anche quella deposizione viene ripescata.

E l’alibi del giovane ricontrollato. «Indaghiamo a 360 gradi - afferma il procuratore capo di Vigevano Alfonso Lauro - E’ un contesto troppo perfetto, qui sembra che tutti abbiano l’aureola».

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