Garlasco, cambio il luogo del delitto: Chiara è stata uccisa in camera

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Mentre proseguono le indagini sul delitto di Garlasco si scoprono nuove particolarità sull'omicidio di Chiara Poggi, ma si ragiona anche sulla figura di Alberto Stasi.

Secondo le ultime analisi dei Ris, la ricostruzione dell'omicidio di Chiara Poggi sarebbe diversa: Chiara è stata colpita non all'ingresso ma in una stanza centrale della villa. E, come abbiamo già scritto, la ragazza potrebbe essere stata uccisa da una persona che ha passato la notte con lei.

Sono stati analizzati gli schizzi di sangue : la loro direzione sui muri e l'altezza dal pavimento. Il primo colpo alla testa - scrive Tgcom - sarebbe stato inferto nella stanza della tv, al centro della villa e non all'ingresso come detto nelle ultime settimane. Poi Chiara ha tentato di fuggire dal corridoio verso l'uscita ma è stata raggiunta dal killer che l'ha colpita una seconda volta, vicino al telefono.

Chiara ha avuto però ancora la forza di tentare un'ultima disperata fuga, provando a trascinarsi sulle scale. Qui l'ultimo fatale colpo. A stabilirlo sono anche le tracce di sangue, gli schizzi trovati a soli 20 centimetri da terra. Infine l'assassino ha trascinato il corpo verso la tavernetta, un altro colpo violentissimo sulla nuca e infine l'ha buttata giù dalle scale.

Per quanto riguarda la posizione di Alberto Stasi invece, riportiamo un commento di uno degli investigatori: «Se non ha detto la verità, o è stato lui o sta coprendo chi è stato».

E leggiamo anche: l’avviso di garanzia spiccato nei confronti del 24enne era stato giustificato dalla procura di Vigevano come un atto dovuto, una prassi procedurale verso chi ha trovato il cadavere ed è legato sentimentalmente alla vittima, senza avere un alibi forte.

Ma i sospetti, nelle ultime settimane, sembrano aver preso sempre più consistenza. Anche perché le indagini non hanno fatto emergere una pista alternativa. Chiara è stata uccisa da qualcuno che conosceva bene.

L’assassino, o l’assassina, era nella villetta di via Pascoli di prima mattina, con la ragazza ancora in pigiama che, sveglia da poco, aveva appena fatto colazione, in un lunedì di metà agosto, con i genitori e il fratello in vacanza in Trentino.

Non avendo trovato nella casa segni d’effrazione, le indagini si sono subito incentrate sull’ambiente familiare e affettivo. Ma, stando a quanto dichiarato a più riprese dal procuratore capo di Vigevano, Alfonso Lauro, ne è emerso solo «un quadro di estrema normalità: sembra che tutti abbiano l’aureola».

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