Garlasco, partono i controlli su tutte le telefonate cittadine mentre Paola K torna a far parlare di sè

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Paola Cappa, una delle famose gemelle k di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco ormai più di un mese fa (l'unico indagato è ancora Alberto Stasi), torna a far parlare di sè, per fortuna non per ragioni legate alla ricerca del successo facile. Come aveva dichiarato più volte voleva fare la giornalista, ma forse, fino ad oggi, non aveva avuto più di tanto spazio.

Il delitto di Garlasco invece le ha regalato questa possibilità, quasi fosse diventata una firma di punta del quotidiano locale L'Informatore Lomellino. Insomma, un mezzo successo.

Paola Cappa ha scritto per L'Informatore Lomellino, un settimanale locale. Ha ripreso a curare la sua rubrica "Accade Oggi". Bè, che c'è di male? Nulla, se non fosse che l'articolo è un elogio della magrezza e della modella grissino "Twiggy", icona di stile degli anni Sessanta.

Ecco cosa scrive: "La guerra in Vietnam è appena iniziata, Martin Luther King riceve il premio Nobel per la pace, ed esplode la "Pop-Art", ma nonostante ciò, il vero fenomeno sociale degli anni Sessanta è il popolo dei giovani: un nucleo comune cui la moda si era sempre riferita come modello estetico, senza rappresentare un vero e proprio mercato".

"In tal contesto Mary Quant (...) diventa in breve tempo, il punto di riferimento della foggia energica della "Swigging London". La sua moda è rivoluzionaria: le adolescenti trovano i suoi capi uno strumento di rivendicazione nei confronti dela generazione che le ha precedute, fatte di tabù e restrizioni ove il massimo dell'eccesso era una t-shirt".

"Mary Quant lancia la minigonna sul mercato, traendo l'ispirazione dopo aver notato in un locale londinese, la taverna dal Savoy, che le ragazze che portavano la sottana erano impacciate e faticavano a ballare".

"Icona delle sue creazioni è Lesley Hornby". "La sua corporatura scarna e felssuosa ha un impatto a dir poco travolgente in Inghilterra ed in tutto il mondo, tanto da imporre il suo stile ed il suo trucco: "Twiggy" (legnetto) così denominata e tutt'oggi ricordata. Capelli biondi stirati a caschetto, efelidi sottolineate e riga di matita nera per esaltare le palpebre, fanno di lei un'artefice modaiolo tra le due sponde dell'Atlantico".

"Ma noi, consapevoli del valore effimero della moda, preferiamo rievocarla nella sua divisa da ragazzina, in minigonna, con la voglia di non avvilire un corpicino adolescente".

Per quanto riguarda Alberto Stasi invece non ci sono particolari novità. Rimane sempre l'unico indagato per l'omicidio di Chiara Poggi, anche se nulla sembra poterlo incastrare con certezza.

Per questo si tenta il tutto per tutto.

Scrive l'Espresso: Migliaia di telefonate dovranno essere esaminate nei prossimi giorni. Un lavoro lungo e difficile. I carabinieri che stanno indagando sull’omicidio di Chiara Poggi hanno deciso di chiedere i tabulati di tutte le telefonate in entrata ed in uscita dai cellulari, nella zona di Garlasco, di quel tragico 13 agosto.

Una decisione estrema dettata dalla necessità di non lasciare nulla di intentato in un’indagine sempre più complessa. Intanto oggi potrebbero giungere le prime risposte dalle analisi dei Ris, ma i risultati ufficiali arriveranno soltanto nei prossimi giorni.
I carabinieri dovranno quindi iniziare ad esaminare tutte le telefonate partite ed arrivate a Garlasco il giorno dell’omicidio.

L’obiettivo è scoprire se i protagonisti della vicenda abbiano ricevuto oppure effettuato chiamate da numeri diversi da quelli intestati. Le chiamate dei telefonini garlaschesi saranno esaminate una alla volta con tanto di intestatario. Il giallo di via Pascoli sta raggiungendo livelli tali che ormai ogni tecnica di indagine (anche quella più complicata) è lecita. Gli investigatori probabilmente controlleranno anche le chiamate partite dalle cabine.

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