Garlasco, Alberto Stasi è un ragazzo distrutto che rischia grosso

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UPDATE 24 SETTEMBRE: Alberto Stasi è stato arrestato: qui tutti gli aggiornamenti in tempo reale.

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Colpevole o non colpevole? Alberto Stasi, unico indagato per l'omicidio di Chiara Poggi sta vivendo un periodo nero, che potrebbe anche segnarlo definitivamente. Certo, se fosse colpevole a segnarlo sarebbe una lunga e meritata detenzione, ma se Alberto fosse estraneo all'omicidio Poggi il danno psicologico subito in questo mese sarà pesante e difficilmente superabile.

Attaccato dalla stampa, conscio dei sospetti che gravano su di lui, guardato di sbieco a Garlasco e ovunque si sposti. Alberto è distrutto, e da settimane ormai non esce più di casa. Parla solo con i suoi avvocati, con i familiari più stretti, il resto delle giornata lo passa chiuso in casa solo, immerso nel suo dolore o nella vergogna. Dipende da quale sarà l'esito delle indagini.

Eppure lui l'ha giurato, anche a suo padre: "Non c'entro nulla con l'omicidio di Chiara". E fino ad oggi un tremendo silenzio contraddistingue le indagini. Nulla di nuovo, nessuna pistola fumante, poche certezze, prove poso significative. Chiara non ha avuto ancora giustizia, e la sua famiglia dice che non si fermerà fino a quando non saprà la verità.

Più sotto invece riportiamo una riflessione comparsa su La Provincia Pavese, che ben paragona alcuni aspetti tra il delitto di Cogne e quello di Garlasco. Ma parla anche di dolore.

Sì, c’è una analogia, come dichiarano e scrivono molti in questi giorni, tra il caso Cogne e il caso Garlasco. E’ vero. E sta nel fatto che a Cogne la morte del piccolo Samuele, e a Garlasco quella della giovane Chiara sono state subito messe da parte, ancora prima dell’addio in chiesa, insieme alla pietà e al ricordo, insieme al dolore. Per lasciare spazio a una girandola di apparizioni e dichiarazioni davanti a microfoni e telecamere che sembrano aver fatto dimenticare la tragedia del massacro. Della ferocia. Del buio definitivo.

Riflettori accesi, esposizione mediatica rischiano davvero, in questi drammatici giorni di Garlasco, di fare perdere di vista la grande, incolmabile, disperante, definitiva assenza di Chiara. Bisognerà che i riflettori si spengano, che il colpevole o i colpevoli, con coraggio, facciano un passo avanti; bisognerà che tutto venga presto e finalmente svelato perché il silenzio torni nel paese e tra la gente di Garlasco, perché si possa davvero piangere Chiara.

E ricordarla e tenerla in fondo al cuore come figlia, come amica, come vicina di casa. C’è un volto però, ci sono due occhi che, anche in questi giorni di impazzimento, riportano al centro di tutto la dolce ragazza massacrata la vigilia di Ferragosto. E’ il volto, sono gli occhi della mamma di Chiara, della signora Rita.
 La madre che, per proteggere la propria madre, la nonna di Chiara, è andata da lei nella casa di riposo di Gropello, ha raccontato la pietosa bugia di un brutto incidente e ha pregato tutti di continuare a preservare quella anziana donna dalla ancor più straziante verità.
 

Mamma Rita, tenendosi vicino il marito e il figlio minore, ha saputo accogliere, senza ombre nello sguardo e nella stretta della mano, il fidanzato della figlia, Alberto, durante i funerali, mentre intorno a lui si addensavano mille sospetti.


Mamma Rita, in silenzio, con discrezione ha scelto quindi di togliersi dalla scena ed è andata a rifugiarsi in un paesino più defilato, vicino al cimitero dove ritrovare la sua Chiara, lontano anni luce da quella Garlasco che si offre, suo malgrado, sul palcoscenico delle tv e dei fotografi.
 

Mamma Rita è il volto del dolore che si fa da parte quando, rimosso il cadavere, sembra esserci solo spazio per quel telefilm della realtà che, dentro ogni tg, supera la finzione di altri telefilm dell’invenzione in onda tra la prima e la seconda serata televisiva. E, mentre tutti aspettano la verità sulla morte violenta di Chiara, mamma Rita conosce già una verità. Sa che non è finito per lei il tempo di soffrire, che altro dolore, aggiunto a dolore, si prepara nel futuro.
 

Mamma Rita avrà accanto a sé i suoi cari, avrà gli amici più fidati e chiederà certamente aiuto anche a lei, a quella sua ragazza timida e determinata, per superare le altre prove a cui sarà chiamata, sia che si scopra presto l’assassino, sia che la ricerca debba continuare in un tempo lunghissimo e straziante.
 

Per mamma Rita nulla potrà cambiare anche se, nel frattempo, luci e telecamere saranno smontate dalla scena di Garlasco per essere inviate su nuovi set dell’orrore.

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