Alberto Stasi: "Tra poco esco, vorrei la foto di Chiara". Riflessioni sul giallo di Garlasco

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Alberto Stasi - arrestato per l'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nello scorso agosto - è convinto della propria innocenza, tanto da pensare di poter uscire dal carcere ben presto.

Una cosa è certa, forse la prova del sangue sul pedale della bicicletta non è poi così schiacciante, almeno per avvocati in gamba che possono facilmente trovare una scappatoia. Probabilmente, e questo ancora non lo sappiamo, c'è qualcos'altro oltre quella prova.

Alla fine gli indizi in mano ai Ris erano molti: tracce organiche, sangue, impronte mancanti, impronte trovate. Non solo, il vero problema riguarda tutti gli alibi di Alberto Stasi, che giorno dopo giorno sono stati smontati. A partire dal pc, acceso per pochi minuti, passando per la Golf che dice di aver preso quella mattina, arrivando alle impronte che mancano sul muretto.

Ma ci sono anche quelle strane affermazioni sul viso pallido di Chiara, sul pigiama rosa e sulle scarpe troppo pultie. Insomma, molte cose non tornano, eppure Alberto Stasi è sicuro di uscire.

C'è tuttavia un altro punto sul quale soffermarsi, prima di parlare della prima notte in carcere di Alberto. Qualcuno ha avuto l'impressione che le indagini di questo mese non fossero tanto indirizzate alla scoperta dell'omicidio, quanto piuttosto ad incastrare Stasi. Sembra una sottigliezza, ma non lo è. Tante prove, lette in un modo o nell'altro, possono incastrare anche un innocente.

Noi ovviamente non esprimiamo giudizi sull'inoccenza di stasi o sulla colpevolezza, ci penserà la Giustizia, tuttavia poniamo un interrogativo che ci sembra comunque lecito

Comunque riportiamo dal Tgcom la notizia che riguarda la prima notte di galera e le prime dichiarazioni di Stasi.

Dal carcere di Vigevano, dove è rinchiuso per l'omicidio di Chiara Poggi, Alberto Stasi esterna tutta la sua rabbia. "Mi hanno ammazzato la fidanzata e devo pure stare in carcere. Ma tengo duro, tanto tra pochi giorni esco di qui e torno a casa", avrebbe detto secondo quanto riportato da la Repubblica. E ancora: "Non c'entro nulla con l'omicidio di Chiara. Mi hanno dipinto come un mostro ma non lo sono e se ne accorgeranno".

La prima notte in cella è stata traumatica per il giovane studente universitario. "Ho dormito male, a intervalli. Ogni mezzora mi svegliavo per rumori che non conoscevo. Tipo le porte blindate che sbattevano a ogni giro di controllo", ha raccontato al consigliere regionale lombardo che gli ha fatto visita.

E anche l'appetito manca: "Non ho fame, sono molto stanco, ho voglia di dormire". Per lui qualche rivista e alcune copie di Topolino.

Quindi lo sfogo. "Il sospetto che sia io il colpevole non posso sopportarlo. Mi fa molto male, anche pensando ai genitori di Chiara. Loro hanno sempre avuto fiducia in me. Vorrei incontrare i miei genitori e vorrei anche avere una foto di Chiara", ha spiegato.

Per ora però non vedrà i genitori. A meno che non chiedano un permesso speciale per incontrarlo dovranno aspettare la decisione del giudice per le indagini preliminari, che decierà se convalidare il fermo.

Alberto ha poi incontrato uno dei suoi legali, l'avvocato Giuseppe Colli, e lo psicologo del carcere. Anche a lui è parso controllato nelle sue emozioni, tranquillo, anzi troppo tranquillo per non temere che possa compiere qualche gesto inconsulto. Ed è per questo motivo che è controllato a vista 24 ore su 24.

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