Garlasco, ora anche i genitori di Chiara non vogliono più sentire Alberto Stasi

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Alberto Stasi è colpevole o no? Ancora non è possibile rispondere a questa domanda, tuttavia gli italiani e il paese di Garlasco sembrano ormai aver deciso: forse non sarà colpevole, ma nel dubbio ciò di cui è accusato è troppo grave. Fino a quando non si scoprirà la verità meglio mettere da parte i contatti con l'unico indagato per l'omicidio di Chiara Poggi.

Gli stessi genitori di Chiara in questo momento non vogliono più sentirlo. Una scelta sensata, visto che i sospetti sul ragazzo sono ancora troppo forti. E' così accaduto che i genitori di Chiara hanno "sbattutto" la cornetta in faccia ad Alberto: "Per favore Alberto, non cercarci più. Non chiamarci più".

E' stato Giuseppe Poggi, il papà di Chiara, a pronunciare quelle parole. La porta ora è chiusa, il dolore è troppo grande e dopo più di 50 giorni non si sa ancora nulla sull'omicida di Chiara. Proprio nei giorni in cui sono state pubblicate le foto della villetta dell'orrore e quelle di Chiara Poggi riversa sulle scale.

Alberto nelle scorse ore aveva telefonato alla famiglia di Chiara, sperando di poter avere conforto, come accaduto fino ad oggi, visto che il rapporto tra il ragazzo e la famiglia di Chiara era sempre stato buono. Ora non è più così. I genitori di Chiara non si fidano più di quello che dice il ragazzo.

E pensare che, come scrive il Tgcom, durante il funerale della figlia, la signora Poggi aveva preteso di tenere la mano del ragazzo, anche se si iniziava a vociferare di un possibile avviso di garanzia in arrivo per lui. Un atteggiamento sbagliato secondo gli inquirenti che avrebbe potuto favorire il presunto assassino nel prendere tempo e depistare in qualche modo le indagini.

Ma ora le cose sono decisamente cambiate. Come racconta il Corriere della Sera, Alberto ha telefonato a casa dei genitori di Chiara. Forse sperava di poter contare su un'ennesima spinta comprensiva da parte di quei due signori per bene, che in paese tutti dipingono come "persone veramente brave". Con tono cortese ma deciso Giuseppe Poggi ha risposto al telefono chiedendo al giovane di non telefonare mai più. E i legali della famiglia hanno confermato i fatti parlando di persone che ormai hanno preso strade diverse.

Ora Alberto Stasi è rimasto solo. Ormai a credere in lui c'è unicamente la sua famiglia. Dopo i giorni di carcere si sono decisamente ridotti i suoi sostenitori. La scarcerazione, avvenuta per decisione del Gip, non ha dissolto i forti sospetti che gravitano attorno al 24enne. E pare che la famiglia di Chiara si sia convinta che il giovane sappia più di quello ha raccontato e che si sia in qualche modo convinta che la macchia di sangue trovata sulla bici non sia sangue mestruale, come sostiene Stasi.

Insomma, i sospetti sul ragazzo sono difficili da ignorare. Ancora una volta, purtroppo, si possono solo aspettare le analisi dei Ris per mettere fine a questo giallo senza fine.

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