Immigrazione e Burqa, quando la sinistra si divide

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Segnialiamo un post di Libero Pensiero, che analizzando le differenti posizioni dei due leader candidati al Partito Democratico, Rosy Bindi e Walter Veltroni, entra nello spinoso tema dell'immigrazione e delle donne coperte da Burqa.

di Davide Romano

Anche all'interno del Partito Democratico ci sono due sinistre: c'è quella che si inchina (troppo) agli usi e costumi degli altri (gli estremisti del politically correct), e quella che invece non chiude gli occhi di fronte alla criminalità e alle esigenze dei cittadini. Parliamo ovviamente di Bindi e Veltroni, i due principali candidati alle primarie che si terranno domenica.

Rosy Bindi ieri ha detto che è favorevole all'utilizzo del Burqa (il velo che copre anche il volto delle donne) in Italia. Sta quindi dalla parte dell'umiliazione delle donne chiuse dentro a un velo, dalla parte dell'uso di nascondere la donna in quanto "peccato vivente".

Per carità, la ministra certo è favorevole all'uso solo se volontario. Ma come facciamo a distinguere chi lo indossa volontariamente da chi no? E soprattutto, è convinta la Bindi che una volta che venga adottato il burqa dalle prime donne religiose, poi tutte le donne musulmane non subiranno una certa pressione psicologica a fare altrettanto? Già me li immagino, i "machi"  estremisti islamici dire alle proprie donne: "vedi? le altre lo fanno. Se non lo fai anche tu sei una p...rostituta occidentale". Il burqa è vietato in diversi paesi islamici. Proibirlo anche in Italia non sarebbe quindi un segno anti-islamico, ma a favore della donna.

Dall'altra parte abbiamo il sindaco di Roma Veltroni... [continua a leggere]

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