Chiara Poggi a Garlasco, Meredith a Perugia: gli assassini ed il loro black out

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L'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, il più recente assassinio di Meredith a Perugia, la strage in Finlandia ad opera di uno studente, tutti casi che hanno come protagonisti persone comuni che, ad un certo punto, perdono il lume della ragione e compiono efferati delitti.

Li accomuna qualcosa? Probabilmente quel black out che tante volte è stato citato dalla stampa. Un momento di follia e di "buio" che, in realtà, la psicologia non è ancora riuscita a spiegare a fondo.

Mysterium ha pubblicato un interessante post che riguarda proprio due di questi casi: l'omicidio di Garlasco e quello di Perugia. Le ragioni dell'omicidio un giorno verranno anche fuori (per il delitto di Perugia il movente sembra essere ormai certo), ma nessuno probabilmente riuscirà mai a spiegare cosa possa passare nella mente di un assassino proprio nel momento dell'omicidio.

Mysterium, nelle lacune della psicologia, si affida alla letteratura e consiglia la lettura del Delitto e Castigo di Fedor Dostoevskij, in grado di spiegare il buio improvviso che cala nella mente dello studente Raskol'nikov quando si trova di fronte la vecchia usuraia e la uccide senza motivo.

Ma quelli descritti ad inizio post sono solo alcuni dei delitti recenti, la cronaca nera è costellata di episodi simili. Oggi però la Rete, giornalisticamente parlando, sembra avere un ruolo importante, con aspetti differenti: nel caso della strage della scuola Finlandese si parla di un testamento del ragazzo su Youtube, in quello di Meredith del blog di uno dei presunti assassini, Raffaele Sollecito.

L'importante è che si dia alla Rete ciò che è della Rete: è solo uno strumento di comunicazione. Qualcuno, invece, ultimamente ha pensato possa essere l'origine del male. Un discorso farneticante già sentito ai tempi dell'altra strage: quella del Virginia Tech.

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