Omicidio di Meredith: convalidato il fermo per i tre indagati, forse Patrick non c'era

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E' dell'ultima ora la notizia del fermo per i tre indagati per l'omicidio di Meredith, assassinata nella sua abitazione a Perugia. Raffaele Sollecito, Amanda Knox e Patrick restano in carcere, ma oggi saltano fuori altre novità.

La prima riguarda la presunta assenza di Patrick sul luogo del delitto:

Nella stanza dove è stata uccisa Meredith Kercher non ci sono impronte di Patrick. I primi risultati delle analisi svolte dagli specialisti della polizia Scientifica fanno vacillare la versione di Amanda Knox. Non c'è soltanto la difesa dei due uomini che lei ha trascinato nell'inchiesta — oltre a Patrick Lumumba Diya, il fidanzato Raffaele Sollecito — a smentire il suo racconto. Adesso i dubbi vengono alimentati dai rilievi tecnici e dalle contraddizioni che emergono dai verbali da lei riempiti in questi giorni. Perché la giovane statunitense ha fornito dei dettagli che appaiono incongruenti e che potrebbero nascondere la presenza di altre persone sulla scena del delitto.

Ma si indaga anche sull'alibi vacillante di Amanda. 

Quando ad Amanda viene chiesto se il fidanzato era con lei, risponde: «Non me lo ricordo». Ma sui suoi spostamenti della notte e del giorno successivo fornisce versioni differenti e si contraddice anche rispetto a quanto afferma Sollecito. Il 2 novembre Amanda afferma: «Il primo novembre sono uscita da casa con Raffaele verso le 17 e sono andata a casa di quest'ultimo dove sono rimasta tutta la sera e anche la notte. Questa mattina, intorno alle 10, 11 mi sono recata a casa mia da sola per farmi una doccia e cambiarmi. La porta d'ingresso dell'appartamento era spalancata, mentre le camere all'interno erano chiuse, ma non ho verificato se fossero chiuse a chiave». Aggiunge il 5 novembre: «Mentre ero a casa di Raffaele, Patrick mi ha mandato un messaggino per dirmi di non andare al lavoro. Io ho risposto che ci saremmo visti subito e sono uscita». Raffaele la smentisce poche ore dopo: «Sono rimasto in centro con Amanda fino alle 21. Io poi sono andato a casa mia da solo, mentre lei mi ha detto che sarebbe andata al pub Le Chic per vedere i suoi amici. È rientrata verso l'una di notte».

E non solo, a non tornare è anche questa spiegazione.

«Verso le 11,30 di questa mattina, dopo essere tornata a casa per lavarmi e cambiarmi, ho preso il lavapavimenti situato dentro un ripostiglio e sono uscita per andare a casa del mio ragazzo e pulirgli la camera perché la sera precedente l'avevamo sporcata. Siamo rimasti a casa circa un'ora, il tempo di pulire la cucina e fare colazione». Afferma Raffaele il 5 novembre: «Ricordo che siamo andati subito in cucina, ci siamo seduti e abbiamo parlato per un po'. Forse abbiamo fatto colazione». Non fa alcun cenno alle pulizie. L'ipotesi è che Amanda abbia buttato lo spazzolone dopo aver cercato di nascondere le tracce dal suo appartamento.

Insomma, Amanda, la sua coinquilina, è accusata di omicidio e violenza sessuale, proprio come il suo fidanzato. Raffaele continua a dirsi innocente. Patrick aveva detto al Gip che non era in quella casa, e ha fornito delle prove. Il Gip tuttavia è convinto del fatto che quella sera c'erano tutti e tre in casa, quindi la posizione di quest'ultimo deve essere ancora analizzata.

Si attenderanno i rilievi della scientifica Ieri era anche uscita un'altra inquietante notizia: i lividi sul collo di Meredith combaciano con le dita affusolate di Amanda. L'impronta della scarpa nella camera combacia con quella di Raffaele.

Solo la scientifica potrà dare una risposta a questa terribile tragedia. 

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