Bullismo, discutiamone seriamente con un viaggio nella scuola

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Ahhh, il bullismo, quanti articoli strepitosi abbiamo letto. Correva l'anno 2007 e i giornalisti scoprivano Youtube. Da allora non sono più riusciti a farne a meno e hanno spiattellato articoli imbarazzanti su un mondo che non conoscevano ma che faceva figo (assolutamente da leggere, sull'argomento internet, l'editoriale di oggi su Libero ad opera di Giampiero Mughini. Anche qui si trattegga in maniera strepitosa un mondo che per i giornalisti è da combattere).

Triste a dirsi, ma da quel giorno non si sono più fermati, e le recenti polemiche sulla "generazione Internet" di Raffaele Sollecito, Amanda Knox, il finlandese sparatore e l'allegra combricola dei ragazzi finiti nella cronaca nera ne è una dimostrazione. Ma non siamo qui a parlare di Youtube, piuttosto vorremmo soffermarci sulle reali problematiche scolastiche (meglio dire sociali) che hanno portato i giovani a diventare dei bulli.

Anzi, bulli forse lo sono sempre stati, ma con il decadimento della "società dei non valori" i loro atteggiamenti si sono amplificati regalandoci "perle" come quella dell'aggressione al ragazzo down.

Come si può compiere allora un viaggio serio all'interno del bullismo? Affidandosi a chi la scuola la vive quotidianamente. Noi ci appoggeremo a Franca Corradini, curatrice del blog A scuola di bugie, che ha iniziato un piccola inchiesta nel mondo del bullismo.  

Si parte con questo post sull'emergenza bullismo che fa riferimento all'ultimo fatto di cronaca, si passa poi alla prima parte dell'inchiesta.

Indagine  fatta senza la pretesa di voler trovare  e quindi suggerire la  "medicina" giusta per risolvere quello che è ormai uno stato di emergenza della scuola italiana e di tutta la società. Tenterò intanto di analizzare le possibili cause del fenomeno, passo necessario per la comprensione delle motivazioni del disagio. Lo farò intervistando i ragazzi stessi, gli insegnanti, gli operatori sociali, i genitori e chiunque si renderà disponibile a dare il proprio parere qualificato o di parte in causa.
Poi si passa ad una intervista con domande a Marco Panattoni, maestro di Boxe Thailandese, Kick Boxing e Free Fight, praticante Sport da Combattimento da 29 anni. Panattoni ha al suo attivo anche un corso gratuito di autodifesa per donne, organizzato dal Telefono Azzurro Rosa di Brescia qualche anno fa.
 
Ecco allora la prima intervista:
 
Come si può tratteggiare il profilo del bullo ?
Insicuro, debole, incapace di sopportare dolore o allenamenti, si sfoga su chi è ancora più debole di lui per compensare pesanti problemi di autostima.
 
Quale è il è punto di "forza" del bullo ?
Nessuno, è pericoloso solo in gruppo perchè si accaniscono in più persone contro soggetti deboli. Picchiando i deboli rafforzano la loro autostima, ma se la fanno sotto con quelli grossi come loro.
 
E il punto debole ?
Basta prenderli di petto ed a schiaffoni, un bullo non è un duro, non regge un vero maschio scontro fisico e se lo prendi a schiaffi se la fa sotto.

Il bullo come sceglie le sue vittime ?
Sceglie i timidi, i silenziosi, quelli che mai avranno il coraggio di reagire.

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