Vancouver, la morte arriva con il taser: così, senza ragione (il video lo dimostra)

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Il Taser ha già dimostrato più volte la sua pericolosità: scarica scosse elettriche ad elevato voltaggio nel corpo della persona colpita e la immobilizza. Non è la prima volta oltretutto che si dimostra un'arma che può uccidere. E' accaduto nell'aeroporto di Vancouver, ancora una volta.

Punto Informatico ne aveva già parlato in tempi non sospetti, quando la notizia non aveva ancora fatto il giro del mondo, scrivendo:

Robert Dziekanski è deceduto all'aeroporto di Vancouver dopo essere stato tramortito con un taser. Secondo i testimoni, le forze dell'ordine sarebbero andate per le spicce: dopo soli 24 secondi dal proprio intervento - Robert non parlava neppure inglese - hanno proceduto a sparare. All'arrivo dei soccorsi Dziekanski, caduto in stato di incoscienza, è stato dichiarato morto.

La storia sembra essere una collezione di eventi sfortunati. Una decina di giorni fa, dopo 14 ore di volo dalla Polonia, Dziekanski si preparava a ricongiungersi con la madre, già emigrata in Canada. Non sono bastate, tuttavia, dieci ore di fila alla dogana per sbrigare le pratiche di ingresso. Robert si è infuriato sempre di più, anche perché non gli era permesso di comunicare in alcun modo con la madre, che lo attendeva nel terminal. E, raccontano gli agenti intervenuti, si sarebbe opposto alla loro decisione di tentare di calmarlo.

Dopo circa sei ore di attesa alla madre era stato comunicato che Robert non era all'aeroporto. La donna aveva quindi fatto ritorno a casa, distante 5 ore di auto, solo per scoprire al suo arrivo un messaggio in segreteria che la informava che il figlio era stato trovato. Dziekanksi moriva poco dopo l'una di notte, colpito dalla scarica elettrica del taser, mentre la madre era di nuovo in viaggio per andare a prenderlo.

Proprio in quella occasione, era il 28 ottobre, Punto Informatico parlava di alcuni video fatti dai passeggeri che si trovavano in aeroporto.

Ecco il video: 

Mostra in tutta la sua crudeltà una vera aggressione senza senso da parte di quattro poliziotti, che usano il Taser senza che ce ne sia un reale bisogno uccidendo Robert.

Strepitoso il tentativo di difesa della polizia, risalente al periodo in cui le immagini non erano disponibili: la verità è che in pochi secondi secondi, lo hanno fulminato con il taser da 50mila volt, e mentre era a terra (le urla la dicono lunga sulla sua sofferenza) lo hanno immobilizzato con un ginocchio sulla schiena.

Ecco, questo è quello che è successo: per la polizia invece è stato un incidente. Se hanno agito così vuol dire che c'era una motivazione. Bah, noi guardando il video non l'abbiamo trovata. L'uomo era immobile e disarmato.



Qui sotto ecco i dati di Amnesty sulle morti dovute a Taser.

Amnesty lamenta che dal 2001 siano morte 142 persone colpite dai taser, TASER International afferma che i taser non hanno mai causato decessi. I medici legali dichiarano che i taser sono stati una delle cause che hanno contribuito alla morte di 10 persone (le altre cause concorrenti sono state, ad esempio, l'assunzione di un grosso quantitativo di droga e l'eccessivo sforzo fatto per resistere all'arresto).

Uno studio finanziato dal National Institute of Justice e svolto dalla Wake Forest University School of Medicine prendente in esame 1000 casi di individui colpiti da un taser ha riportato che in nessun caso il taser fu causa di morte. Secondo lo studio il 99.7% dei colpiti non riportò danni o subì danni leggeri (lividi, sbucciature) mentre il rimanente 0.3% dovette ricevere cure ospedaliere. I feritimenti erano causati dalla caduta dei soggetti dopo essere stati colpiti dal taser.[1]

Il 14 ottobre 2007 al terminal di Vancouver in Canada, un uomo polacco di 40 anni è deceduto per arresto cardiaco a causa dell'uso del taser da parte della polizia canadese.

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