Rudy e il sesso violento con Meredith, Sollecito e il pc che non lo scagiona

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Sono due le principali notizie che riguardano l'omicidio di Meredith, avvenuto a Perugia ormai più di 20 giorni fa. Raffaele Sollecito vede vacillare sempre più il suo alibi (aveva detto di essere stato al computer tutta la sera), mentre gli inquirenti sono certi del fatto che Rudy Guede abbia avuto un rapporto sessuale con Meredith (qualcuno parla di sesso violento) e che l'abbia anche uccisa.

Dopo aver pubblicato ieri il memoriale strampalato di Amanda Knox però non sembra di essere di fronte ad un giallo che possa avere una soluzione a portata di mano. Troppe le lacune, molte le incertezze.

Scrive il Corriere:

La prova del Dna ha confermato che Rudy Guede ha avuto un rapporto sessuale con Meredith la sera in cui la ragazza è stata uccisa. Il dna di Rudy Guede è stato raccolto dagli specialisti della polizia scientifica dallo spazzolino da denti del giovane ivoriano nel corso della perquisizione compiuta martedì nella sua abitazione di Perugia.

Nel tardo pomeriggio di giovedì è arrivata la risposta sul confronto con il dna rilevato nel corso dell'autopsia di Meredith e sul luogo del delitto. Quel campione era stato raccolto con un tampone vaginale; testimoniava un rapporto sessuale che, a quanto appreso, era stato non completo e violento; dna che era stato individuato anche sulla carta igienica del bagno. Dall’esito dell’esame, dunque, è confermato che Rudy costrinse quella sera la giovane inglese ad avere un rapporto sessuale. Subito prima della sua morte. L'impronta della sua mano insanguinata sul cuscino aveva già confermato la sua presenza nella stanza dopo la morte di Meredith.

Insomma, le impronte ci sono, i tamponi hanno fatto il loro lavoro, ma tutti continuano a tacere. Se prima erano Sollecito e Amanda a non dire nulla, mentre Lumumba gridava ogni giorno la sua innocenza, ora è Rudy a proporre dichiarazioni che di certo non aiutano gli inquirenti a trovare l'assassino di Meredith.

Rudy accusa un italiano e afferma: "C'era un italiano che non conosco che ha aggredito la ragazza, l'ha accoltellata e poi è scappato». «Sono andato a casa sua e siamo entrati insieme (la notte dell'omicidio). Appena entrato però mi è preso un attacco di mal di pancia e mentre ero in bagno ho sentito gridare. C'era un giovane italiano che non conosco che ha aggredito la ragazza, l'ha accoltellata ed è scappato». «L'ho presa in braccio, ho cercato di rianimarla ma poi, preso dal panico sono scappato». Insomma, si parla di un quinto uomo.

E il gip scrive: «Tra le persone che hanno frequentato la casa di via della Pergola n. 7 vi era anche un ragazzo soprannominato «Il Barone», di origine sudafricana che provava una forte attrazione per Amanda e che una notte, trovandosi in stato di ubriachezza, aveva dormito sul water, dopo aver defecato senza scaricare il water, particolare questo che coincide con il rinvenimento sul water dell'appartamento di Amanda. Meredith e delle altre e sulle quali Sollecito e Amanda hanno reso dichiarazioni in totale contrasto con quanto accertato in sede di sopralluogo».

Insomma, gli inquirenti sembrano avere le idee chiare, gli accusati no. Oppure, alternativa decisamente valida, le idee chiare le hanno anche loro. Fin troppo.  

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