Gravina, il padre dei due ragazzi accusato di omicidio: si parla di un castigo sfuggito di mano

filippo%20pappalardi.jpg

Filippo Pappalardi, il padre di Francesco e Salvatore, i due ragazzini di 13 e 11 anni scomparsi da Gravina in Puglia (Bari) il 5 giugno 2006, è stato arrestato con una accusa infamante che getta l'ombra su un uomo che fino ad oggi piangeva la scomparsa dei propri figli.

Leggendo le carte che riportano le ragioni dell'arresto poi si resta basiti. E' accusato di aver ucciso i figli e di aver nascosto i corpi. "Tra due giorni esco, sono innocente", ha detto. 

L'uomo è stato arrestato dalla Mobile di Bari diretta da Luigi Liguori. Gli agenti hanno eseguito un'ordinanza di custodia emessa dal gip di Bari Giuseppe De Benedictis per le accuse di sequestro di persona, duplice omicidio volontario, aggravato dal vincolo di parentela, e di occultamento di cadavere. La richiesta di misura cautelare è stata fatta dal procuratore Emilio Marzano e dal pm inquirente Antonino Lupo. Per gli inquirenti Pappalardi avrebbe ucciso i due figli mentre li stava punendo per non avergli obbedito per l'ennesima volta. La situazione gli sarebbe pero' sfuggita di mano:avrebbe ucciso i figli e si sarebbe sbarazzato dei cadaveri. I ragazzini, avuti dal precedente matrimonio con Rosa Carlucci, gli erano stati affidati una ventina di giorni prima.

Insomma, sembrerebbe trattarsi della storia di un padre che maltrattava i propri figli: li metteva in castigo, si suppone, con modalità violente, tanto da arrivare ad ucciderli per un atto di disobbedienza. Prima di ucciderli li avrebbe sequestrati. Una situazione sfuggita di mano, tanto che Pappalardi si sarebbe trovato i cadaveri dei due ragazzini e avrebbe deciso di nasconderli.

Qui sotto riportiamo la ricostruzione che è stata fatta dagli inquirenti.

Secondo l'accusa quando Francesco e Salvatore furono uccisi dal loro papà Filippo, erano sotto punizione e non potevano assolutamente uscire da casa. La punizione - emerge dagli atti giudiziari - era scattata il 28 maggio precedente, quando Ciccio e Tore erano rincasati troppo tardi: a mezzanotte anziché alle 21, così come aveva disposto il loro papà.

Al ritorno a casa i due fratellini trovarono il padre e la loro matrigna più arrabbiati del solito. Secondo la polizia, furono picchiati e fu inflitta loro una punizione: non sarebbero potuti uscire da casa fino a nuove disposizioni. La punizione valeva sia per Ciccio e Tore, sia per i figli della loro matrigna, che avevano anche loro violato le regole.

Quindi - ragionano gli investigatori - il giorno della loro scomparsa e del loro omicidio, il 5 giugno 2006, Francesco e Salvatore erano ancora sotto punizione ma ugualmente uscirono da casa, autorizzati sì dalla loro matrigna ma non dall'inflessibile Pappalardi. Quando l'uomo tornò a casa, intorno alle 18.30, non vide i suoi bambini e chiese spiegazioni alla convivente. Si arrabbiò molto - ricostruiscono gli investigatori - per l'ordine trasgredito e cominciò di lì a poco a cercare i figli per le strade di Gravina in Puglia.

Alle 21.30 Filippo Pappalardi - secondo la ricostruzione fatta da un baby-testimone - rintracciò i suoi due figli in piazza delle Quattro Fontane, nel centro storico di Gravina, dove i due stavano giocando con le pistole ad acqua assieme ad un paio di amici. Filippo rimproverò il ragazzino (che due mesi dopo raccontò i fatti alla polizia diventando il teste-chiave del procedimento) perchè aveva bagnato con l'acqua i figli e li fece salire sulla sua auto.

Da quel momento Ciccio e Tore scompaiono nel vuoto e di loro non si saprà più nulla. I loro cadaveri - secondo le indagini - sarebbero stati abilmente occultati in uno dei luoghi impervi della Murgia barese, luoghi che Filippo Pappalardi conoscerebbe bene, avendo fatto per un lungo periodo di tempo il pastore.

  • shares
  • Mail
9 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO