Marco Ahmetovic: domiciliari sì, anzi no. Roma sì, anzi no

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Marco Ahmetovic può ancora godere dei comicialiari, per l'ennesima volta. Era già successo per il tragico incidente di Appignano del Tronto, quando il rom uccise quattro ragazzi mentre guidava ubriaco. Doveva essere trasferito a Roma, in un campo Rom, dove avrebbe anche avuto modo di disintossicarsi dall'alcol seguendo un programma di recupero. Ma Roma non l'ha voluto, quindi Ahmetovic è dovuto ritornare da dove era venuto.

Un disastro di notizie date e poi smentite, l'indignazione degli italiani che ancora una volta cresce e prende di mira una legge che mette ai domiciliari in un residence un ragazzo pluriomicida con precedenti penali.

Il Giornale riporta la notizia dell'intervento di Veltroni nella faccenda Ahmetovic. Sottolineiamolo subito, è ovvio che il quotidiano di Berlusconi ha specifici interessi in questo campo, visto che screditare il principale avversario politico è parte del gioco delle parti dei quotidiani di diverse fazioni, però la notizia pubblicata oggi non è certo cosa da poco.

Si legge:

Il mare di polemiche, scatenato dalla notizia, ha spinto il sindaco Walter Veltroni ad alzare il telefono e chiamare il presidente della Corte di Appello di Ancona per chiedere di scegliere un’altra destinazione per far scontare i domiciliari al ventiduenne. Una decisione che fa discutere in tutti i sensi, da ogni lato si tenti di giudicarla.

Il Gip di Ascoli, Annalisa Gianfelice, infatti, ieri aveva deciso che Ahmetovic uscisse di prigione per essere ospitato in un campo nomadi romano, per seguire cinque giorni alla settimana una riabilitazione dalla dipendenza da alcool in un centro di recupero. Ma la disposizione non è piaciuta agli esponenti politici della capitale, che hanno fatto pressione sul sindaco, che a sua volta è intervenuto con il Guardasigilli.

«Il Ministro Mastella deve disporre un’immediata ispezione che accerti le motivazioni dell’incomprensibile comportamento del Tribunale di Ancona su questa vicenda - dichiara Isabella Bertolini, vice presidente dei Deputati di Forza Italia - questo pericoloso pluripregiudicato, assassino di 4 giovani innocenti, al quale erano stati revocati i domiciliari meno di venti giorni fa per averne violato le regole di isolamento, viene ora scarcerato dalla magistratura senza giustificazioni plausibili. Tutto ciò è inaccettabile».

Poi incalza. «Trovo altrettanto sconcertante che il sindaco Veltroni - segretario del Pd riesca a condizionare la decisione del tribunale anconetano, ottenendo che Ahmetovic non venga trasferito a Roma. Chiediamo al Guardasigilli di fare piena luce su una vicenda raccapricciante che evidenzia come questo esecutivo sia incapace di gestire l’emergenza sicurezza e criminalità nel nostro Paese».

E a prendere la parola è stato anche Majo Ahmetovic, padre del ragazzo:

E' furioso Majo Ahmetovic, il padre di Marco, il rom responsabile della strage di Appignano, che va agli arresti domiciliari a Porto d'Ascoli e non a Roma, nel campo nomadi dove vive la sorella, dove voleva invece trasferirlo il gip ascolano. A Roma il sindaco Veltroni fa costruire campi nomadi ''dove ospita i rom, fra i quali c'è chi, e lui lo sa, volontariamente ruba, rapina, sfrutta la prostituzione. Eppure non accetta di accogliere nello stesso campo un ragazzo che ha provocato pur sempre solo un incidente stradale, gravissimo è vero, ma certo non lo ha ha fatto volontariamente''. '
'A Roma - ricorda Majo Ahmetovic - Marco ci doveva andare anche per curarsi, visto che il giudice lo obbligava a frequentare una struttura sanitaria. Ma che giustizia è questa? Che giustizia è quella che tiene in carcere per oltre cinque mesi e per altri tre agli arresti domiciliari un ragazzo che ha fatto un incidente stradale ma, per lo stesso motivo, indaga a piede libero molti altri, come per esempio quell'uomo che a Bergamo pochi giorni fa ha sterminato una famiglia?''.

Insomma, comunque la si veda, dalla parte dell'imputato o da quella delle vittima, qualcosa qui in Italia non funziona. E questo è un dato di fatto. Più che chiedere l'intervento del Guardasigilli ci sarebbe bisogno di sigillarsi per mesi in una stanza per rivedere un sistema giudiziario che non ha solo delle falle ma delle voragini. Invece si fa finta di nulla.  

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