Raffaele Sollecito nei guai: il suo dna sul reggiseno di Meredith

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Il secondo dei grandi gialli italiani, almeno di quelli dal grande impatto mediatico (il primo ovviamente è quello di Garlasco), torna oggi in prima pagina su tutti i giornali. Mentre gli inquirenti ci avevano lasciato prima delle vacanza natalizie con le notizie su Rudy e Amanda, ora è il momento di Raffaele Sollecito.

Tracce del dna di Raffaele sono infatti state trovate sul reggiseno di Meredith. Questo proverebbe la presenza del giovane sul luogo del delitto. Ma il padre di Raffaele, in un'intervista ad un quotidiano locale, ripresa dai principali quotidiani, ha già tentato una prima difesa: forse quel reggiseno era stato indossato da Amanda un altro giorno, afferma il padre, magari prestato dalla stessa Meredith.

Insomma, una nuova prova salta fuori ma già è iniziata la battaglia della difesa per dare un nuovo senso a quella prova. In realtà quel reggiseno, secondo la ricostruzione degli inquirenti, era stato tagliato da dietro con una lama, forse proprio per compiere la violenza (ma quest'ultima parte la aggiungiamo noi, non sono affermazioni degli investigatori), ed il sangue di Raffaele è stato trovato in corrispondenza dei ganci metallici.

Insomma, qualcosa in più rispetto a quello che sembrano avere in mano gli inquirenti che indagano su Alberto Stasi: infatti, ad accomunare i due presunti assassini, c'è un'impronta di scarpe lasciata sul luogo del delitto, impronta che in entrambi i delitti, almeno per l'accusa, coincide cone la forma e la dimensione delle scarpe dei due ragazzi indagati.

Nel caso di Perugia, però, abbiamo ora del Dna su un reggiseno, qualcosa in più rispetto alle tracce biologiche trovate sul pedale della biciletta di Stasi. E adire il vero, a pesare su Sollecito, c'è anche il sangue di Meredith trovato sulla lama di un coltello da cucina custodito nel cassetto di casa sua. Coltello che sul manico aveva anche tracce di dna di Amanda.

A proposito di Amanda. La sua situazione non cambia, le prove contro di lei sono sempre le stesse: macchie di sangue trovate nel bagno, una all'interno del lavandino, l'altra su una scatola di cotton fioc. Insomma, tutto quel sangue proprio dalle parti del lavandino potrebbe essere la prova che Amanda si è lavata le mani dopo il delitto. E, come nel caso di Sollecito, provano la presenza di Amanda sulla scena del delitto. Anche se nel caso della ragazza, una notizia come questa non è poi così clamorosa, visto che quella era anche casa sua.

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