Omicidio Meredith: Rudy e Amanda a confronto, Sollecito dice la sua sul computer

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UPDATE 14.30: Sollecito si è presentato e ha affermato che il pc è della sorella. Amanda e Rudy non si sono presentati.

Oggi è una giornata importante per quanto riguarda l'omicidio di Meredith, ancora senza colpevole ma con una lunga lista di sospettati che da tempo ormai ha una conformazione chiara: Rudy Guede, Amanda Knox, Raffaele Sollecito sono infatti accusati di aver agito assieme.

Oggi, per tutti e tre, sarà una giornata importante. Raffaele Sollecito ha fatto sapere che dirà la sua sul computer. Sollecito ha affermato più volte che la notte dell'omicidio sarebbe rimasto al computer per tutta la sera: gli inquirenti però hanno smentito questa ricostruzione, non notando alcuna attività nel computer. Attenderemo per vedere cosa avrà da dire Raffaele su quel pc.

Ma la giornata è ancor più importante per Rudy ed Amanda, che avranno un confronto. Tutti e due, è stato più volte dimostrato, non sono certo nuovi a bugie. Continui ravvedimenti, verità nascoste o celate, versioni in continua evoluzione, tanto che ancora non si è capita la dinamica dell'omicidio di Meredith.

Vi terremo aggiornati anche su questo. 

Per quanto riguarda Sollecito e la sua linea difensiva, pubblichiamo una parte di questo articolo.

I periti dovranno esaminare il computer della vittima e quelli di Sollecito e Amanda Knox, entrambi in carcere, insieme a Rudy Hermann Guede, con l'accusa di concorso nell'omicidio. Accusa che tutti respingono. Il gip, che ha detto sì alla richiesta di incidente probatorio per la perizia sui computer, ha disposto la traduzione dal carcere dei tre arrestati, che hanno la facoltà di non partecipare all'udienza.

Gli hard-disk dei tre pc saranno clonati e i consulenti del gip ne esamineranno il contenuto alla presenza dei periti delle parti. In particolare, il giudice ha disposto che vengano vagliati i file relativi ai giorni precedenti all'omicidio. Finora la polizia postale aveva esaminato solo il computer di Sollecito, che ha sostenuto di avere passato la notte del delitto lavorando con il pc. Una ricostruzione smentita dagli accertamenti svolti dagli investigatori, mentre i consulenti della difesa hanno affermato al contrario di avere riscontrato le prove dell'attivita'.

Forse è su questo aspetto che Raffaele intende ''chiarire''. Un altro appuntamento importante dell'inchiesta è fissato per il 2 febbraio prossimo, quando il gip dovrebbe depositare i risultati della perizia medico-legale disposta per accertare ''le cause e le circostanze'' della morte, nonché l'ora del decesso e ''qualsiasi altra circostanza utile''. Il lavoro dei periti sarebbe ormai concluso: hanno compiuto i nuovi accertamenti (sempre con le modalità dell'incidente probatorio) senza riesumare la salma di Meredith, ma sulla base della documentazione prodotta dal consulente del pm e dei reperti già agli atti dell'indagine.

Sempre sul versante degli accertamenti tecnici, i difensori di Sollecito hanno recentemente depositato una perizia di parte ''che dimostra in modo inequivocabile - dice l'avvocato di Sollecito, Marco Brusco - che l'impronta di scarpa sporca di sangue trovata nella casa del delitto non è compatibile con le Nike di Raffaele''.

Altre indagini vengono intanto svolte, nel massimo riserbo, dal pm Giuliano Mignini, che dovrebbe tra l'altro ascoltare a breve sei amiche della Kercher, tutte inglesi. Saranno sentite, in particolare, sulla sera precedente al delitto, che trascorsero con la vittima, e su alcuni particolari sul delitto appresi dalla Knox e da Sollecito mentre erano in attesa di essere sentiti negli uffici della questura.

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