Emergenza rifiuti a Napoli, la lunga mano della camorra

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Prosegue l'inchiesta del blog La verità delle contrade e noi, come abbiamo già fatto, diamo spazio ad un nuovo post che ancora una volta ci illumina sull'emergenza rifiuti a Napoli.

Post tratto da La verità delle contrade

C’è un documento strettamente correlato all’articolo di Walter Ganapini (già pubblicato) nel quale Ganapini dimostra come la camorra abbia lucrato all’ombra delle politiche energetiche degli ultimi anni denunciando la “lobby degli inceneritori”: si tratta di un documento del geologo Giovan Battista De’ Medici, membro del comitato scientifico delle Assise, che pone un inquietante interrogativo che le istituzioni responsabili sembrano non volere raccogliere e sul quale, invece, la magistratura vuole vederci chiaro.

Tant’è vero che – come segnala Antonio Polichetti, membro del comitato di segreteria delle Assise - il pubblico ministero Stefania Buda ha voluto interrogare De’ Medici.

 

Che cosa contiene, dunque, questo documento reso pubblico già a maggio 2007 (e ora riportato integralmente in “Verità-Rifiuti”)?

Soprattutto un inquietante interrogativo: perché la struttura del precedente commissario Bertolaso ha valutato come possibili discariche solo cave dismesse?

Cave, cioè, che non solo sono fatte di materiali che geologicamente non si prestano all’utilizzazione come discarica, ma sono quasi tutte in mano alla camorra? Perciò leggete, cari amici, leggete in “Verità-Rifiuti” come lo Stato – più o meno consapevolmente, magari anche per inettitudine - può fare un piacere alla camorra.

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