Parla Raffaele Sollecito: l'albanese si sbaglia, Rudy non lo conosco

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Giusto ieri abbiamo dato la notizia del nuovo testimone albanese che avrebbe visto Rudy, Sollecito e Amanda mentre spiavano la casa di Meredith per preparare l'omicidio (questa è un'ipotesi, nulla è ancora accertato). Oggi Raffele Sollecito ha voluto dire la sua, affermando di non aver mai conosciuto Rudy, visto che quella sera lui non si trovava lì.

Insomma, la trafila delle accuse e della smentite prosegue, nella speranza che questo nuovo teste (che si è messo a parlare solo due mesi dopo il delitto) possa realmente trasformarsi in teste affidabile e non in persona abbastanza affidabile.

Non solo, oltre a rigettare le accuse, Sollecito ha anche detto di essere pronto ad un confronto con il teste. L'avvocato difensore di Raffaele dice che l'albanese è solo un millantatore e annuncia querela.

Sicuramente non tutto è chiaro: già il fatto che un importante fatto come questo sia stato raccontato solo due mesi dopo il delitto non è un buon inizio. Certo, l'albanese ha parlato di paura, ma una volta che Rudy è arrivato in Italia, quando ormai tutti e tre erano nelle mani degli inquirenti, forse sarebbe stato anche il caso di parlare.

Ma non è tutto qui

L'avvocato difensore sembra avere un asso nella manica, come scrive La Stampa. Ci sarebbero 5 testimoni pronti a giurare che la notte dell'omicidio Sollecito era fuori con loro.

Leggiamo l'incipit dell'articolo che parla della reazione di Sollecito. Per i testimoni chiave in mano all difesa bisognerà invece aspettare.

«No e poi no. Ma come volete che ve lo ripeta? Io Rudy Hermann Guede non lo conosco». Raffaele Sollecito la notizia del supertestimone della Procura l'ha appresa ieri mattina dal suo legale, l'avvocato Marco Brusco, che è andato a trovarlo in carcere e al quale ha ripetuto il solito refrain. «Non c'entro niente, io. Un albanese giura di avermi visto? Impossibile». Lo studente barese che il 14 febbraio, tra meno di tre settimane, discuterà la tesi in informatica su cui avrebbe dovuto relazionare la scorsa sessione di laurea, non cede nemmeno di un millimetro. Si interrompe, prende fiato e poi riattacca: «Un confronto? Sono pronto a qualsiasi faccia a faccia».

Ha i nervi saldi, il giovanotto pugliese. Chi non ce la fa davvero più è invece la sua famiglia che da quasi tre mesi combatte una strenua battaglia difensiva per dimostrare la sua innocenza. Per loro, i Sollecito, nota e stimata famiglia della provincia barese, il tempo si è fermato il 6 novembre, quando Raffaele viene formalmente indagato per la morte della giovane londinese Meredith Kercher. «Con oggi sono ottantuno giorni di carcere», dice l'ex fidanzatino di Amanda.

L’avvocato Luca Maori, co-difensore del laureando, non esita a definire perlomeno «fantasiosa» la testimonianza resa dallo straniero, colpito, dopo quasi tre mesi dai fatti, da un improvviso scrupolo di coscienza che lo ha indotto a vuotare il sacco in Procura e raccontare dell'incontro fortuito con i tre presunti assassini proprio il giorno prima del delitto.

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