27 gennaio, Giorno della Memoria

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Oggi è il Giorno della Memoria. Spesso ci si perde in troppe parole per descrivere un dolore che ancora oggi grava sulle coscienze dell'Europa; ma anche sulla coscienza del nostro Paese.

Il modo migliore per ricordare, secondo noi, è affidarsi alla commozione che può suscitare una poesia. Quella che, per tutti noi, parlando di Shoah, è la poesia per eccellenza. 

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case;
Voi che trovate tornando la sera
Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce la pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì e per un no

Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d'inverno:

Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole:
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli:
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri cari torcano il viso da voi.

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