Il reggiseno di Meredith e quel dna di due sconosciuti

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Dalla strage di Erba a Garlasco, passando per l'omicidio di Meredith Kercher. La cronaca italiana, dal giorno del giallo di Cogne, ha deciso di intraprendere la strada del processo parallelo a quello ufficiale. Per questo negli ultimi anni assistiamo ad un aumento vertiginoso delle fughe di notizie e dei resoconti delle indagini sui quotidiani.

Se prima era una prassi da applicare a pochi clamorosi casi, oggi il barlume di un possibile giallo rende immediatamente interessante qualsiasi fatto di cronaca. E così, ieri, grazie a The Sun, che sta seguendo con interesse le indagini sull'omicidio di Perugia, sono saltate fuori importanti novità sul delitto.

Se fino ad oggi tutte le prove raccolte portavano a Raffaele Sollecito, Amanda Knox e Rudy Guede, oggi potremmo essere di fronte ad una svolta: due nuove tracce di Dna non corrispondono al profilo di nessuno degli indagati. Questi nuovi indizi sono stati trovati sul reggiseno della studentessa inglese uccisa il novembre scorso.

Ma ecco tutte le novità pubblicate dal Sun e riprese da Repubblica.

Il giornale inglese sottolinea che nessuna delle nuove tracce di Dna appartiene ai profili genetici della coinquilina americana della vittima, Amanda Knox, dello studente pugliese Raffaele Sollecito e dell'ivoriano Rudy Hermann Guede. Tutti e tre attualmente in carcere.

Secondo alcune fonti il nuovo Dna corrisponderebbe a persone di sesso maschile. Ma la polizia frena: "Le tracce - avrebbero detto al Sun alcuni esperti della polizia - dimostrano chiaramente che qualcuno ha toccato il reggiseno di Meredith, ma non implicano che ci siano altre due persone coinvolte nell'omicidio".

Ma questa non è l'unica novità delle ultime ore. Il patologo Luca Lalli, incaricato dal pubblico ministero Giuliano Mignini. Il consulente del pm ieri pomeriggio si è incontrato con i colleghi nominati dalle parti e ha esposto le conclusioni dell'attività da lui svolta. Conclusioni che, una volta depositate, potranno essere messe a disposizione anche dei periti nominati dal gip, Claudia Matteini, nell'ambito dell'incidente probatorio fissato per il 19 aprile prossimo.

Secondo il dottor Lalli la morte di Meredith Kercher può essere collocata in un range più ampio rispetto a quello indicato inizialmente che parlava di un intervallo tra le 22 e le 24 della notte tra il primo e il due novembre scorso. Inoltre non risultano segni evidenti di violenza sessuale. La violenza, comunque, non può essere del tutto esclusa, perché la studentessa potrebbe essere stata costretta ad un rapporto contro la sua volontà.

Ma una rilettura della perizia del dottor Lalli, sottolinea ancora il Sun, mette in evidenza l'ipotesi di una simulazione, "per far apparire che la ragazza sia stata vittima di un attacco sessuale. Inoltre il Dna di Guede trovato in Meredith sono "cellule della pelle delle dita e non sperma".

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