Strage di Erba: in aula si parla della strage, ma Olindo si addormenta

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Sulla colpevolezza di Olindo Romano e Rosa Bazzi molti non hanno dubbi. Non per altro, perchè la confessione chiara e precisa che è stata rilasciata dai due, nonostante la successiva ritrattazione, sembra qualcosa che va oltre il processo. Certo, ora ci sono in ballo le strategie della difesa per tentare di alleviare la pena dei due, ma quel testimone che ancora soffre le pene dell'inferno e quelle confessioni appaiono come qualcosa da cui partire.

Ci si sente un po' presi per il culo ora, proprio nel momento in cui la Giustizia sta facendo il suo corso in aula, sapendo che tutte le accuse vengono ora respinte sulla base di un cambio di strategia. Non solo, vedere Rosa e Olinda che se la ghignano dietro le sbarre fa rabbrividire. E non perchè i due non possano più sorridere per tutta la vita, ma perchè il contesto, come minimo, non è tra i più divertenti. A meno che non si abbia una mentalità distorta.

E' anche vero che se si arriva ad addormentarsi mentre il medico legale descrive ciò che è successo in quella casa, affermando oltretutto che il piccolo è morto dissanguato, allora siamo di fronte ad una person, in questo caso Olindo, senza cuore nè stimoli di alcun tipo.

Questa la descirizione dell'omicidio da parte del medico.

Sul corpo della vittima, secondo il medico legale, ci sono «due tipi di ferite scagliate con intensità diversa e con due coltelli. La ferita alla spalla sinistra è stata inferta con margini netti e profondi e vibrata con una forza maggiore. Quella all'addome, invece, è stata procurata con un coltello più piccolo che è andato meno in profondità». Coltellate a cui vanno aggiunti i colpi sferrati al cranio (forse con una sbarra) che le hanno procurato la morte. Soprattutto la «frattura frontale», spiega il medico legale, «è stata inferta con una forza notevole e maggiore rispetto alle altre».

Inoltre Raffaella si è ferita la mano mentre cercava di afferrare l'arma, ma mentre era «impegnata a difendersi dalle coltellate veniva colpita alla testa». Stessa soste anche per la madre di Raffaella, Paola Galli, per lei solo qualche ferita in meno ma, come la figlia, è stata sgozzata «con l'intento di finirla», ha spiegato il medico legale. Sulla terza vittima, Valeria Cherubini, le «ferite da difesa sono più numerose, segno che c'è stata una colluttazione prolungata con una persona armata di coltello». Contro di lei i killer hanno dato vita «a un'aggressione complessa e con due coltelli diversi», sottolinea i medico legale, diversamente dalle altre due vittime, la Cherubini fu prima accoltellata e poi colpita alla testa e alla schiena. L'autopsia ha inoltre rivelato che «il suo decesso non fu rapido e veloce, al contrario delle altre due donne. Ha avuto modo di inalare molto monossido di carbonio», prodotto dall'incendio.

Qui sotto, invece, il tragico racconto che riguarda il piccolo Youssef.

Il piccolo Youssef Marzouk è stato invece colpito due volte alla gola con un coltello. Una delle due ferite gli ha reciso la carotide e gli ha provocato la morte per dissanguamento, secondo i risultati medici-legali. Il bambino di 2 anni fu colpito con un'arma da taglio «reiteratamente mossa all'interno della ferita per causare più danni possibili», ma cercò anche di difendersi, a giudicare da una ferita che aveva sulla mano.

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