Federico Aldrovandi, quei manganelli spezzati e spariti: ci sarà giustizia?

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Federico Aldrovandi era un giovane ragazzo, aveva appena compiuto 18 anni nel 2005. La notte del 25 settembre 2005 morì a Ferrara dopo un intervento della polizia: da quel giorno la verità non è ancora saltata fuori. E' morto a causa delle violente percosse degli agenti oppure no? La polizia si difende e nega, i genitori invece sono sicuri delle colpe degli agenti.

Ma non è tutto qui. Abbiamo seguito con interesse la tragedia di Federico perchè la madre, Patrizia Moretti, il 2 gennaio del 2006, decise di aprire un blog in memoria del figlio. Anzi, non si tratta di qualcosa in memoria, ma di un vero luogo virtuale nel quale condurre indagini parallele che potessero portare alla luce la verità sulla morte del figlio.

Anni di documenti, video, foto che portano inevitabilmente ad una sola soluzione del caso: Federico è stato ucciso dagli agenti. Già, ma il comune "sentire" della gente non può nulla in questi casi, è solo il corso della giustizia a poter dare risposte ufficiali. Già, quelle personali e più intime, invece, hanno già trovato risposte da tempo. Soprattutto nel momento in cui saltò fuori quel video con la risata di un poliziotto vicino al corpo del ragazzo (la sentite sopra).

La straziante battaglia di una madre che ha perso il figlio ora potrebbe vedere uno spiraglio di vittoria: un'amara vittoria, certo, ma pur sempre una soddisfazione che possa donare giustizia ad una assurda morte come quella di Federico.

E pensate anche a quanto possa aver sofferto mamma Patrizia, costretta a pubblicare video e foto agghiaccianti per dimostrate le vere cause della morte del figlio. Speriamo che queste novità, che riportiamo qui sotto, possano portare ad una soluzione.

Due manganelli di gomma spezzati all'altezza del manico sarebbero la prova che Federico Aldrovandi, morto il 25 settembre 2005 a Ferrara dopo un intervento della polizia, sarebbe morto a seguito delle percosse inflittegli dagli agenti. E' questa la tesi della procura di ferrara nel processo in corso contro i quattro agenti coinvolti in una violenta colluttazione con Federico, accusati di omicidio colposo.

I pm, a sostegno della loro tesi, hanno raccontato in aula che gli sfollagente in questione sarebbero subito spariti dalla scena del delitto, per poi ricomparire nel pomeriggio in questura. Puliti, senza macchie di sangue e rotti all'altezza dei manici. Gli accusati si difendono spiegando che uno dei due manganelli si era rotto a causa di un calcio del giovane mentre l'altro si sarebbe spezzato perchè Aldrovandi ci sarebbe caduto sopra. Sul "mistero" della sparizione dei manganelli dalla scena del delitto e sulla mancata denuncia della rottura degli sfollagente, gli agenti sentiti in aula hanno parlato di "una dimenticanza".

Manganelli a parte un altro elemento si aggiunge alla vicenda. Gli agenti accusati di omicidio avevano un defibrillatore nella pattuglia con la quale sono intervenuti che però non hanno usato quanto Federico è stato male ed ha perso conoscenza. I primi soccorsi sono stati prestati al ragazzo dall'ambulanza giunta sul posto a seguito della chiamata fatta dagli agenti stessi. Pesano anche le parole riportate in aula da un operatore del 113 che ha parlato con uno degli agenti intervenuti:"Abbiamo avuto una lotta di mezz'ora - avrebbe detto uno dei poliziotti - l'abbiamo bastonato di brutto, solo che adesso è svenuto, non so, è mezzo norto".

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